Vino nuovo in otri nuovi. La necessaria riforma della Chiesa nella visione di un vescovo conciliare

di Valerio Gigante

Mons. Giuseppe Casale, Per riformare la Chiesa - Appunti per una stagione conciliare (La Meridiana, 2010)

Concilio, “Chiesa povera tra i poveri”, collegialità, primato dei laici nella sfera temporale, comunione ai divorziati risposati, viri probati. Questioni che oggi anche un teologo progressista o un laico impegnato nella sfera ecclesiale avrebbe timore ad affrontare. Eppure ad aver scritto “Per riformare la Chiesa. Appunti per una stagione conciliare” (la meridiana, pp. 80, euro 12: il libro può essere richiesto senza spese aggiuntive ad Adista, tel. 06/6868692, e-mail: abbonamenti@adista.it, oppure acquistato online sul sito www.adista.it), è un esponente della gerarchia cattolica, mons. Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia. E il suo libro, agile nella forma e nella struttura quanto denso di suggestioni e temi, affronta “a viso aperto” tutti i nodi (irrisolti) che caratterizzano l’attuale fase ecclesiale: dai temi eticamente sensibili all’omosessualità, dai divorziati risposati all’alleanza trono altare, dai “ministeri” nella Chiesa alla riforma del ministero episcopale. E lo fa con franchezza e libertà d’animo e di parola. “Non è tempo di battaglie di retroguardia”, ammonisce il vescovo, quasi a motivare l’approccio “radicale” della sua analisi. “Bisogna uscire in campo aperto e camminare tutti insieme, con gli uomini e le donne di buona volontà”. Del resto, è lo stesso Casale a criticare quei “cattolici plaudenti” che “vivono tranquilli nelle loro posizioni di comodo, all’ombra dell’autorità.  

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