12 giugno 2010, Politica e società

Un coltello alla gola della nostra libertà

di Ettore Masina

Al di là dei limiti posti alla magistratura e ai mass-media dalla “legge bavaglio” in discussione alle Camere per iniziativa del governo Berlusconi, l’aggressione alla libertà di informazione minaccia l’essenza stessa della democrazia e delle libertà personali.

“Sono informato e dunque sono”: è la storia a suggerirci questa constatazione. Ancor più evidente è la versione negativa. E cioè: “Non sono informato e dunque non sono”. Penso ai milioni e milioni di persone che nel secolo scorso andarono a morire nel nome di ideali che in realtà erano traditi da chi li mandava al massacro: essi, poveri soldati o costruttori di opere faraoniche senza senso, o lavoratori convinti che i padroni avessero ragione e che bisognava accettare salari da fame, o che per andare in paradiso bisognava rassegnarsi alla miseria, tutti costoro furono vittime di mancanza di informazioni sulla realtà. Il loro esempio più celebre e più doloroso è quello dei tre o quattro soldati giapponesi, che continuarono a vivere per trent’anni nelle giungle dell’Estremo Oriente, in una spaventosa solitudine e regrediti allo stato di uomini dell’età della pietra, perché mancavano di due informazioni essenziali: che il loro imperatore non era un dio imbattibile e che la guerra era terminata.

Non sono casi lontani nei secoli. Milioni di esseri umani muoiono oggi perché le grandi imprese farmaceutiche negano informazioni sui farmaci che potrebbero salvarli. Milioni di esseri umani non sono in grado di sviluppare i loro talenti perché l’analfabetismo li priva delle necessarie informazioni sugli strumenti per svilupparli: a ragione, Saint-Exupèry parlava di “piccoli Mozart assassinati”.

Senza informazioni o con informazioni ridotte o con informazioni falsate non esistono vere democrazie. Non è possibile, infatti, valutare idee, programmi e persone. Dunque, non è possibile scegliere e non è possibile verificare i risultati delle proprie scelte. La mancanza di informazioni copre poteri occulti, criminalità, massonerie, superstizioni. Chi manca di informazioni si aggira in un labirinto costellato di trappole, in cui la luce del sole non penetra mai.

Chi ci nega informazioni ci sta dicendo: tu non sei degno di sapere, sei incapace di comprendere, sei un immaturo, sei una persona di serie B (o C, o peggio); hai bisogno che ti dica io cosa devi sapere e dunque cosa devi pensare. Ogni censura è un coltello alla gola della nostra libertà. Chi ci nega informazioni è un nemico, uno che cerca di diventare nostro padrone.

Non possiamo sperare di ricevere informazioni veritiere per sovrana concessione. Anche le notizie che ci vengono date o che abbiamo appreso non sono verità assolute. Abbiamo bisogno di verificare le fonti delle informazioni raccolte, di pesare le notizie confrontandole fra loro. Cercare informazioni è un lavoro difficile ma significa cercare la verità, che è la missione del giornalista ma anche di ogni uomo.

Giornalista, scrittore, già deputato nella Sinistra Indipendente

(Articolo tratto da “Adista Segni nuovi”, n.49 del 12 giugno 2010)

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