18 giugno 2011, Politica e società

Siamo alla P4

la costituzione siamo noidi Giovanni Bianco

Ricordo che qualche tempo fa quando scrissi un articolo sulla P3 un commentatore stizzito intervenne accusandomi di esprimere convincimenti errati della sinistra, “teoremi” inventati da magistrati politicizzati, accuse prive di fondamento che erano soltanto il portato di un clima di odio e di disprezzo alimentato dai “tristi” progressisti e dagli oppositori del “buon governo” del Signor B.
Mi auguro che costui, come molti altri, oggi provi profondo imbarazzo per le sue opinioni e per il grigio servilismo che circonda il sistema di potere denominato “berlusconismo”.

Il nuovo scandalo esploso da qualche giorno e culminato con l’arresto del faccendiere Gigi Bisignani non è nè marginale nè campato in aria, nonostante Don Silvio anche in questa circostanza, come in molte altre, cerchi di sollevare polvere, di delegittimare il potere giudiziario e le “maledette” “toghe rosse”.
Tuttavia Bisignani non è uno sconosciuto qualsiasi: pare sia allievo diretto di uno dei “signori delle tenebre” della prima Repubblica (la cui ombra si posa ingombrante anche sulla seconda Repubblica), del materassio aretino capo della P2, quel Licio Gelli, il cui nome sempre ritorna nel “sommerso della Repubblica”.
Sta emergendo un quadro a dir poco mefitico: pressioni, ricatti, intrighi più o meno pesanti, una trama affaristica di spessore, i tentativi ripetuti di deviare indagini della magistratura, l’uso spregiudicato della stampa di regime, la diffamazione degli avversari e degli inquirenti scomodi.

Insomma, quella che Berlinguer definiva puntualmente l’ “Italia della P2″ (che altro non è che l’Italia delle logge “invisibili” e “cospiranti”, dei gruppi di pressione e delle lobbies catalizzatori di interessi torbidi e di legami sporchi, del “secondo livello”) rispunta sempre, è dietro l’angolo a tendere tranelli, a cercare di alterare il fisiologico funzionamento dello Stato democratico e dei suoi poteri.
Ed il Signor B., espressione di questo mondo, emanazione della “logica della P2″, non trova di meglio che ribadire che si tratta di invenzioni, della “forza del male” che non vuole lasciarlo governare in pace.
Ed il Pdl intende far quadrato intorno al proprio deputato Papa, sul cui capo pende una richiesta d’arresto per lo scandalo in questione, quello della P4, oltre che ovviamente su Letta; cortigiani di secondo piano si ergono a paladini della maggioranza governante perchè questa è “un’inchiesta basata sul nulla”; avvocati di regime, con in prima fila il fido Ghedini, tornano a sottolineare con insistenza l’aggressività dei pm contro esponenti del centrodestra, ritenendo addirittura che siffatti magistrati meritino sanzioni, debbano essere eventualmente trasferiti.

Si ripropongono, dunque, reazioni già viste, atteggiamenti gravi che suscitano indignazione e fanno tornare più che mai attuale la “questione morale”, che riguarda anzitutto politici cinici e molto disinvolti ed uomini d’affari incalliti, mestatori di bassa lega, che non perseguono il bene comune, che gestiscono interessi talora anche loschi di “camarille”, senza alcuna capacità di interpretare i bisogni e le aspirazioni dei governati.

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