28 dicembre 2010, Politica e società

Se Bagnasco fa politica

di Paolo Flores d’Arcais

Moralmente parlando, siamo al governo Berlusconi-Scilipoti. Politicamente, siamo al governo dei tre B: Berlusconi, Bossi e Bagnasco. Sua Eminenza, infatti, qualche istante dopo il voto-mercimonio con cui a Montecitorio Berlusconi aveva evitato la sfiducia, già avvertiva l’impellente stimolo di incensarlo così: “Ripetutamente gli italiani si sono espressi con un desiderio di governabilità. Questa volontà, questo desiderio espresso in modo chiaro e democratico, deve essere da tutti rispettato e da tutti perseguito con buona volontà ed onestà”. Il più lurido mercato delle vacche cui sia stato dato assistere nel Parlamento italiano viene così santificato dal presidente della Conferenza episcopale, che parla evidentemente a nome di tutti i vescovi italiani.
Cosa c’entrino “buona volontà e onestà” con lo sfacciato acquisto “un tanto al chilo”, prolungato urbi et orbi lungo tutto un mese, di uomini e donne che dovrebbero rappresentare la nazione, lo sa solo Iddio. Con questo ultimo “endorsement” al caro amico di Putin e Gheddafi, la Chiesa gerarchica ha toccato lo zenit nel suo pellegrinaggio di ritorno al costantinismo, calpestando tutte le aperture di laicità del Concilio Vaticano II e del “Papa buono” Giovanni XXIII.
In uno dei passi più noti del Vangelo (Luca, 16,13), Gesù di Galilea condanna l’avidità di ricchezze con il definitivo “voi non potete servire Dio e Mammona”, e in Italia non c’è nessuno che – con decenni di tetragona coerenza nei comportamenti pubblici e privati–abbia dimostrato di rappresentare e incarnare i (dis)valori di Mammona meglio del signor Berlusconi da Arcore. Ma al capo dei vescovi italiani, la smisurata ed esibita corruzione del potere e del danaro, imposta dal malgoverno di regime come supremo criterio di valutazione morale, sembra invece rappresentare un giulebbe di onestà e buona volontà. Non è possibile credere che tutta la Chiesa italiana condivida tanto oltranzismo filo-berlusconiano. Certo, ci sono i “preti in prima linea”, che hanno il coraggio di condannare il “pranzo dell’ignominia con Berlusconi” e lo “scandalo della gerarchia cattolica che si è inginocchiata alla mensa della corruzione, ha offerto corruttele e in cambio ha ricevuto soldi di peccato, “leggi arraffa” per concludere con un “Bagnasco, Bertone, Ruini. Liberaci, o Signore!” (don Paolo Farinella). Ma anche nella Chiesa gerarchica, tra i vescovi, possibile che i tanti che in privato sussurrano gli stessi giudizi, abbiano deciso di ridursi a una volontaria “Chiesa del silenzio”?

(articolo tratto da “Il Fatto” del 17 dicembre 2010)

2 commenti per : Se Bagnasco fa politica

  • Vincenzo Piro

    siamo alle comiche.Non vedo come dalla frase di Bagnasco si possa dedurre un sostegno al governo.Interpretare così significa deformare ogni dichiarazione asservendola ad una logica politica spicciola, stravolgerla leggendovi tra le righe una benedizione a questo o a quel politico.Un obbrobrio interpretativo.

  • Giovanni Bianco

    E’tuttavia indubbio, nonostante alcuni eccessi dell’articolo, che talune affermazioni di Bagnasco sono sembrate quantomeno ambigue e preoccuparsi troppo della governabilità del Paese, da garantire ad ogni costo, senza soffermarsi sullo spettacolo immondo e squallido “del lurido mercato delle vacche” al quale abbiamo assitito in questi giorni in Parlamento può suscitare “qualche” dubbio.

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 799828 visite totali
  • 177 visite odierne
  • 2 attualmente connessi