18 ottobre 2010, Cultura - Politica e società

“Quell’opera è faziosa”.Polemiche sul dizionario storico-religioso curato da Melloni.

di Emilio Carnevali

Due volumi, 1848 pagine, 107 voci firmate da 116 specialisti: questi i numeri del Dizionario del sapere storico-religioso del Novecento (il Mulino, 140 euro) curato dallo storico Alberto Melloni. Dalla A di “Apocalittica, millenarismo e profezia” alla Z di “Zoroastrismo e religioni dell’Iran preislamico”, il Dizionario cerca di tracciare un bilancio dei percorsi e degli sviluppi che hanno interessato gli studi di scienze storico-religiose nel corso del XX secolo con riferimento a tutte le maggiori esperienze spirituali (ebraismo, cristianesimo, islam, religioni e culture dell’Oriente). Appena data alle stampe, però, l’opera è finita al centro di una rovente polemica.

La prima a dare fuoco alle polveri è stata Lucetta Scaraffia sul “Domenicale” del “Sole 24 Ore”. “Un’opera che si intitola Dizionario dovrebbe garantire ai lettori che la consultano soprattutto completezza e obiettività”, ha scritto lo scorso 26 settembre la storica nonché editorialista di punta dell’Osservatore Romano. “Invece su molti temi sembra di leggere saggi a tesi piuttosto che un’opera informativa”. Sul banco degli imputati innanzitutto la voce relativa alla Teologia della Liberazione che “si estende per ben 15 pagine (molte nell’economia dell’opera) mentre alla bioetica e alle questioni che pone alle varie religioni non è dedicata una voce apposita. E pensare – scrive la Scaraffia – che la teologia della liberazione è stata superata, dopo la condanna della Santa Sede e soprattutto dopo la caduta del comunismo”. Poi quella relativa alla teologia cattolica, leggendo la quale “si scopre che come teologo Joseph Ratzinger non è esistito: le sue opere, importanti e diffuse, con traduzioni in diverse lingue anche prima che il loro autore venisse eletto papa, nelle 24 pagine della voce (bibliografia compresa) non sono citate”.

Molto duro anche il giudizio sulla voce dedicata alla teologia femminista (“scritta in modo confuso e eccessivamente militante”). Ma le critiche più aspre sono riservate a quella sulla Shoah: “La voce [scritta da Donald Dietrich, ndr] è infatti finalizzata a addossare alla religione cristiana, tra l’altro senza differenze fra protestanti, ortodossi e cattolici, benché la storia insegni che queste differenze ci sono state, la colpa dello sterminio nazista”. Critiche – quelle relative alla voce Shoah – riprese anche da Anna Foa (che fra l’altro per il Dizionario ha redatto la voce “Ebraismo della diaspora”) sulle colonne di Avvenire (2/10): “Davvero la Chiesa si è ‘fermata’ molto prima della distruzione finale, il che sembra suggerire una distinzione solo di gradi fra Paolo IV e Hitler, o l’intento della Chiesa e quello dei nazisti erano qualitativamente diversi? Davvero la cultura della razza, che Dietrich non nomina quasi, non ha mutato che marginalmente l’antisemitismo del primo Novecento?”. Più misurato l’intervento di Marco Burini sul Foglio (29/9): “Melloni, che è tendenzioso quanto intelligente, introducendo questa raccolta demitizza l’oggettività storica senza snobbarla: non si tratta di essere infallibili, ma non ideologici. Il dizionario a volte ci riesce e a volte no, ma è più interessante seguire il taglio scelto, la religione come fenomeno plurale e globale del Novecento (le religioni, le chiese e le teologie), e assecondare la predilezione di Melloni & Co. per i testi (le Scritture, i codici); sempre con il Concilio come piatto forte, cucinato secondo l’inconfondibile ricetta della casa”.

Alberto Melloni ha risposto punto per punto e in varie sedi – Corriere della Sera (30/9), Giornale ggettività storica senza snobbarla: non si tratta di essere infallibili, ma non ideologici. compresa) non sono citate”e lingue(3/10), Domenicale del Sole 24 Ore (3/10) – alle critiche che gli sono state rivolte (in particolar modo a quelle della Scaraffia, che ha peraltro rilanciato le sue accuse con un’intervista sul Giornale del 6/10). Secondo Melloni leggendo la recensione pubblicata sul Sole il Dizionario risultava essere “un’opera nella quale la mano e per lo meno le intenzioni di un singolo avessero sparso ad arte trappole, veleni, omissioni documentate a suon di virgolettati”. Ma all’opera “hanno contribuito studiosi scelti da un comitato di persone autorevolissime, tra cui il rettore del Pontificio Istituto Biblico e il decano della facoltà teologica di Leuven. Gli autori bersagliati dall’articolo uscito sul Sole sono a loro volta accademici delle più importanti istituzioni culturali cattoliche. È del tutto legittimo dissentire da loro, ma andrebbero citati per nome discutendo le tesi di ciascuno, invece di trattare l’opera come un tutto unico, di cui io sarei l’onnipotente demiurgo”. “Quello di Lucetta Scaraffia”, ha aggiunto il curatore del Dizionario, “più che una stroncatura mi è sembrato, e spero sia solo una sensazione, il tentativo di attaccarmi personalmente”. Quanto alla controversa voce sulla Shoah Melloni ha dichiarato: l’esposizione di Dietrich “non mi sembra univoca, viene citata anche la posizione contraria e quindi si spiega come il dibattito si sia sviluppato. Credo qualcuno abbia frainteso: non si tratta di una voce storica dedicata alla posizione del magistero ecclesiatico sulla Shoah, ma una sintesi del dibattito teologico. Non nascondo che la voce sia ‘puntuta’, ma rimproverare certe mancanze, come ha fatto Lucetta Scaraffia, equivale a rimproverare I promessi sposi perché non sono in rima”.

Infine la questione di Ratzinger teologo: “È citato non una, ma quarantaquattro volte, in voci diverse: a volte si cita Ratzinger giovane, altre volte Ratzinger maturo professore. Tra l’altro, tutte le voci sono state scritte prima dell’elezione di Benedetto XVI, ed è vero che non ce n’è una dedicata a Ratzinger in quanto tale, come non se ne troverà nessuna dedicata a Rahner, Barth o Congar. Ma è una calunnia affermare che abbiamo censurato il Papa, anche perché non sono così cattivo o così stupido da pensare di cancellare Ratzinger dalla storia della teologia”.

(articolo tratto da “Adista Notizie”, n.77 del 16 ottobre 2010)

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 698852 visite totali
  • 420 visite odierne
  • 2 attualmente connessi