24 ottobre 2012, Globalizzazione ed Europa - In evidenza - Politica e società

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di Renato Sacco

Magari anche solo su di un bigliettino giallo volante, ma sarebbe il caso di ricordare che in questi giorni Beretta ha vinto un appalto per l’esercito USA di 100.000 pistole. Siamo sui 70 milioni di dollari. Viva il Made in Italy! Un po’ come i Lince che vanno alla grande in Afghanistan. Anche quelli Made in Italy (IVECO).
Ricordare che un anno fa circa siamo stati a Kabul, dove abbiamo saputo che la presenza militare italiana costa circa 2 milioni di euro al giorno, e abbiamo visto come è messo l’Afghanistan e la sua gente. Ne avevo parlato, proprio il 21 settembre di un anno fa, con l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Ing. Paolo Monferino, un tecnico che arriva dalla Fiat e se ne intende di Lince. Proprio in questi giorni c’è un po’ di maretta (diciamo così…) sulla sanità piemontese, con il Presidente Cota che dice di non aver “nè la volontà, nè la possibilità” di occuparsi di certe baruffe.
E’ il caso di ricordare che esattamente un anno fa eravamo stati, con i tre Vicari del VCO e il direttore della Caritas Diocesana di Novara, proprio da Monferino per consegnare le 6.700 firme raccolte nelle parrocchie, in cui si chiedeva un servizio socio-sanitario attento agli ultimi. E’ importante, almeno, ricordare.
Perché, sarà anche banale ricordarlo, pare che i soldi non ci sono per la Sanità e per i servizi sociali, ma ci sono invece per le armi.
E mentre il Papa dal Libano invoca la Pace e il silenzio delle armi, noi ci si affretta a produrre e vendere armi. E così Cota se la prende con il Governo e i partiti che lo sostengono, ma nessuno ha il coraggio di dire, per esempio, che si potrebbe mettere in discussione il progetto degli F35. Ricordiamo che già anni fa era stato invocato, anche dalla Commissione Diocesana Giustizia e Pace e dal Vescovo Renato Corti, ‘un ripensamento’. Continuiamo, in molti, a chiedere questo ripensamento.
Forse è il caso anche di ricordare che all’ospedale di Verbania c’è un’apparecchiatura per la TAC che ha ben 13 anni (un’enormità secondo gli esperti). “Una macchina nuova si potrebbe acquistare con circa 200.000 euro, ma – ci viene detto – l’A.S.L. non ha i soldi e la Regione Piemonte non vuole intervenire.”
E’ bene ricordare che il costo di un solo aereo F35, in programma a Cameri (No), è di circa 150 milioni di euro! Una spesa globale di oltre 12 miliardi.
Ricordare anche Raoul Follereau, l’amico dei lebbrosi, che nel 1954 scrisse ai capi delle due grandi potenze, USA e URSS: “… Datemi un aereo, ciascuno di voi un aereo, uno dei vostri aerei da bombardamento. Perché col costo di questi due velivoli di morte, si potrebbero risanare tutti i lebbrosi del mondo…”
E mentre si parla di tagli alla sanità e di spese per la guerra, ricordiamo le vittime.
Si sono svolti in questi giorni a Catania i funerali di Salvo Cannizzo, uno degli oltre 200 militari che in Italia sono morti per possibile contaminazione da uranio impoverito. Da vivo, e malato, si è sentito dimenticato dallo Stato. Non dimentichiamolo almeno dopo la morte, lui con tutti gli altri che hanno perso la vita, e con i 2500 militari o ex militari italiani gravemente ammalati a causa dell’uranio impoverito.
Vittime che non trovano posto in un mondo che ha bisogno di eroi.
E in Siria si continua a morire. In Iraq, dove si è scelta la strada della guerra per portare la democrazia, si continua a soffrire, a scappare e anche a morire in sanguinosi attentati. Ma l’Iraq ormai non fa più notizia. Dimenticato! L’ultimo attentato, per fortuna senza vittime, la sera di domenica scorsa 16 settembre, a Kirkuk. Una bomba esplode davanti alla cattedrale dell’amico vescovo Louis Sako. Ma la cosa si dimentica presto, in fondo… è solo una bomba. Lui continua a ripetere “non dimenticateci”, e continua a lavorare per la pace, per il dialogo e ci chiede di non costruire più armi. La stessa cosa che anche mons. Warduni, Vescovo ausiliare di Baghdad, ha chiesto il 19 gennaio 2011 a Roma, durante l’audizione alla Commissione affari esteri della Camera dei deputati. Non è un caso che nella discussione nessuno dei parlamentari presenti sia tornato sul tema delle armi. Forse una dimenticanza. O forse perché di armi all’Iraq, alla Siria, alla Libia e al mondo intero ne abbiamo vendute troppe. E continuiamo anche oggi. Non dimentichiamolo.

(www.mosaicodipace.it , 20 settembre 2012)

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