25 aprile 2018, Politica e società

Perchè (proprio) oggi è la festa della liberazione

Oggi è il 25 aprile, giorno di festa nazionale in cui si celebra l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo per ricordare quel momento storico in cui le truppe alleate anglo-americane, con il fondamentale contributo della Resistenza partigiana riuscirono ad allontanare dal nostro Paese le forze di occupazione naziste e a rovesciare il governo fascista della Repubblica Sociale italiana, mettendo fine a venti anni di dittatura e cinque di guerra. E’ una data fondamentale nella storia della Repubblica italiana e ha un doppio significato simbolico: la vittoria militare degli alleati nella seconda guerra mondiale e la vittoria della Resistenza militare e politica dei partigiani nella guerra civile contro il fascismo.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – con sede a Milano e presieduto tra gli altri dal settimo presidente della Repubblica, Sandro Pertini – esortarono il popolo italiano dei territori del nord-Italia ancora occupati a insorgere contro le forze nazifasciste. L’invito era quello di assaltare i presidi nazifascisti del Nord e imporre la resa ancora prima dell’arrivo delle forze alleate al grido di “arrendersi o perire”. In quei giorni poi, il CLNAI emanò alcuni decreti legislativi assumendo il potere “in nome del popolo italiano” e condannando a morte Benito Mussolini e tutti i gerarchi fascisti.

Entro il primo maggio tutte le principali città dell’Italia settentrionale furono liberate: Bologna il 21, Genova il 23 e Venezia il 28 aprile. la data del 25 aprile è stata scelta per il suo significato simbolico di culmine della lotta armata della Resistenza partigiana e l’effettiva presa del potere da parte dei suoi rappresentanti che condurrà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica (in occasione del quale votarono per la prima volta le donne) e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura della Costituzione. Il termine effettivo della guerra in Italia si ebbe però solo il 3 maggio con la resa definitiva delle forze nazifasciste durante la cosiddetta resa di Caserta del 29 aprile 1945.

Inizialmente, a proporre che il 25 aprile divenisse una festa nazionale fu il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, anche a istituirla fu l’allora luogotenente del Regno d’Italia, il principe Umberto II, che il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo in cui si leggeva: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Il 25 aprile divenne festa della Repubblica il 27 maggio 1949, con la legge 260. Da allora ogni anno, in tutte le città italiane – specialmente in quelle decorate al valor militare per la Resistenza – si tengono eventi e manifestazioni pubbliche per commemorare la ricorrenza, tra i quali spicca il solenne omaggio del presidente della Repubblica Italiana e delle massime cariche dello Stato al sacello del Milite Ignoto.

(www.quotidiano.net)

Lascia un commento