6 gennaio 2011, Politica e società

Novara:dal sogno di Isaia alle menzogne del Governo. Chiesa e associazioni ancora contro gli F35

di Giampaolo Petrucci

“Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra”. Era il sogno del profeta Isaia, ripreso da mons. Renato Corti, vescovo di Novara con l’omelia pronunciata in Seminario, il 29 novembre scorso. Non un generico invito alla pace, ha detto mons. Corti, ma un impegno concreto che trova, proprio in quella diocesi, un terreno molto fertile. All’aeroporto di Cameri, in provincia di Novara, Finmeccanica provvederà infatti all’assemblaggio dei controversi cacciabombardieri F35, gli aerei da guerra progettati per imbarcare testate nucleari, di cui il nostro Paese si è impegnato ad acquistare 131 esemplari a oltre 100 milioni di euro ciascuno, per una spesa complessiva prossima a 15 miliardi di euro.

Lo stanziamento – avviato nel 1998 dal ministro Beniamino Andreatta e confermato negli anni da governi di ogni colore – è stato ribadito in Commissione Difesa pochissimi giorni dopo il sisma che ha devastato L’Aquila e dintorni il 6 aprile 2009, mentre i fondi per la ricostruzione, che secondo il governo sarebbe costata al Paese circa 12 miliardi di euro, sono irreperibili. “Desideriamo riaffermare come comunità cristiana la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione degli strumenti concepiti per la guerra”, ha poi concluso mons. Corti, citando un documento diffuso dai vescovi del Piemonte nel 2007.

“Un enorme sperpero di soldi pubblici”, gli ha fatto eco il 7 dicembre scorso don Mario Bandera (responsabile della Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Novara), in un comunicato diramato alla stampa e alle associazioni pacifiste: “Soldi sottratti alle spese sociali, alla sanità e all’istruzione, settori certamente più bisognosi di finanziamenti”. “Su un argomento così delicato, mons. Corti in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla Commissione Giustizia e Pace di Novara”, ha poi aggiunto. “Il fatto che, pur nella pacatezza dei termini, mons. Corti si sia espresso con molta chiarezza in una celebrazione pubblica contro il progetto degli F35”, “lascia intravedere prospettive pastorali nuove tutte da percorrere, ma tutte significativamente degne di essere assunte e promosse dai credenti e dagli uomini di buona volontà”.

Incontro ravvicinato

Il 10 dicembre scorso, presso l’aeroporto di Cameri, una delegazione di esponenti della Chiesa di base e dell’associazionismo pacifista – don Mario Bandera, don Renato Sacco (membro del Consiglio nazionale di Pax Christi), p. Domenico Cremona (direttivo della Commissione Giustizia e Pace dell’Ordine Domenicano) e Francesco Vignarca (Rete Italiana per il Disarmo) – ha incontrato alcuni responsabili dell’Aeronautica militare, su invito del generale Claudio Debertolis per discutere sull’operazione dei cacciabombardieri. In un comunicato dell’11 dicembre scorso a firma congiunta, la delegazione ha raccontato l’esito dell’incontro, ricordando che si partiva da visioni opposte, ma apprezzando l’assenza di “viscide mediazioni politiche capaci di strumentalizzare le diverse posizioni e radicalizzarle in un vicolo cieco senza nessuna via d’uscita”, e la disponibilità e chiarezza dei militari su “alcuni aspetti tecnici”, “fondamentali per potersi costruire un parere approfondito e serio e non meramente ideologico”. “Ricordiamo – si legge nel comunicato della delegazione – che per le istituzioni politiche e industriali locali il progetto è sempre stato presentato come una realtà capace di creare diecimila posti di lavoro” e di assorbire la crisi occupazionale del novarese. Però, “trattandosi di un programma ad altissimo livello” e a tempo determinato (la fine dell’assemblaggio è prevista per il 2026), vi concorreranno ditte specializzate di tutta Italia e circa un migliaio di operai assunti con contratti a scadenza.

Consiglio (ai) docenti

Le protesta contro gli F35 dilaga, e non solo in seno alla Chiesa. In una recente lettera inviata al dirigente scolastico e al corpo docenti dell’istituto tecnico Fauser di Novara, dove ha studiato quando era un ragazzo “appassionato del volo”, il giornalista di Peace Reporter Stefano Ferrario confida di provare “vergogna nell’essere un ‘fauseriano’”. “Il vostro Istituto – scrive – ha preso delle scelte che sono profondamente contrarie alla vita e allo slancio per il volo”. Infatti, si legge nella missiva, “ho saputo del corso post-diploma che alcuni studenti dovrebbero seguire per la preparazione a diventare tecnici per la costruzione del cacciabombardiere F35 a Cameri”. Velivoli, ha denunciato ancora, progettati “non per giacere in un hangar, ma per distruggere villaggi, famiglie. Come le nostre. Come le vostre. E gli studenti che faranno questa scelta? Non so quanto saranno liberi in coscienza di farla o saranno condizionati dalla scuola, dalla famiglia, dai mass-media, dai politici locali”. “È un investimento di energie, intelligenze, tempo, passione che va contro la costruzione e il rispetto per la vita”: “Tutto a sottrazione di tempo, energie, denari, ecc. che dovrebbero andare a finire nella direzione della difesa della vita”.

(articolo tratto da “Adista notizie”, n.99 del 25 dicembre 2010)

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