12 settembre 2015, Politica e società

Noi e gli immigrati, nella trincea cattolica dell’accoglienza

di Alberto Bobbio

L’invito ad andare a vedere quello che fa la Chiesa per i migranti. Anzi consiglia di fare un viaggio nei campi profughi in Medio Oriente “così si rendono conto di come soffre quella gente”. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, risponde tono su tono al segretario della Lega Matteo Salvini e al presidente del Veneto Luca Zaia e anche a Grillo. Non si meraviglia degli attacchi: “Hanno criticato pesantemente il papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso, perché papa Francesco è molto popolare. E allora se la prendono con un Galantino qualsiasi”. Rivela che riceve molte lettere di solidarietà, ma anche lettere minatorie e di minacce e spiega c’è solo un modo per uscire dalle polemiche e cioè cambiare la legge Bossi-Fini: “Noi salviamo gli immigrati in mare, ma poi non abbiamo nessuna intensione di accoglierli”

Mons. Galantino la migliore risposta è questo progetto della Cei in Giordania?

“Mi pare di sì. Noi guardiamo in faccia ai bisogni, a chi bussa alle nostre porte e cerchiamo di offrire risposte. Sappiamo bene che non è la migliore risposta, ma dobbiamo far fronte all’emergenza”.

Però lei è sotto attacco periodicamente per ciò che la Chiesa fa per gli immigrati…

“Il problema è la percezione che gli italiani hanno del fenomeno. Qualche mese fa un sondaggio indicava che in Italia c’è la percezione che gli immigrati siano il 30 per cento degli italiani. Significa che la gente crede che abbiamo accolto 18 milioni di stranieri. Invece sono meno del sette per cento, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono quasi all’ 7 per cento della nostra ricchezza. Salvini fa leva sulla percezione, ma sa bene che i numeri sono altri. Utilizza le parole con irruenza invece di guardare le cose in maniera corretta. La realtà è un’altra”.

Lei ha detto alla Radio Vaticana che ci sono piazzisti da quattro soldi che pur di raccattare voti dicono cose insulse. E così?

“Esattamente e aggiungo che sui quei piazzisti molti ci sguazzano. La percezione diventa notizia e alimenta le polemiche. I media, alcuni non tutti, ci vanno dietro, alimentano la polemica, non raccontano qual è la realtà. Anzi i piazzisti sono molti, piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti”.

Faccia un esempio…

“Un pugno di cittadini, appoggiati da un movimento di estrema destra a Roma si oppone alla presenza di venti immigrati, ma sui giornali diventa subito ‘la rivolta della capitale’. Non è così che si favorisce la convivenza pacifica”.

La Cei è stata accusata anche di guadagnarci con gli immigrati…

“Una banalità spaventosa. Perché non vengono a vedere? Nelle nostre strutture, quelle accreditate, la polizia ci porta gli immigrati e poi chi si è visto si è visto. Ogni tanto vengono a dare un’occhiata, appare magari un impiegato della Asl per controllare e basta. Noi ci arrangiamo, tiriamo fuori soldi di tasca nostra e nessuno ci guadagna. Noto che anche in questo caso parlano piazzisti di parole che incendiano ed esasperano gli animi”.

Però voi continuate?

“Facciamo quello che ci impone di fare il Vangelo e non dobbiamo giustificarci. Piuttosto è il governo che è del tutto assente sul tema immigrazione. Non basta salvare i migranti in mare per mettere a posto la coscienza nazionale. Potremmo imparare dalla Germania e copiare le sue leggi. Invece noi abbiamo sempre scritto leggi che in buona sostanza respingono gli immigrati e non prevedono integrazione positiva. Prima la Turco-Napolitano e adesso la Bossi-Fini. Le pratiche per la richiesta di asilo sono lunghissime, un calvario la richiesta di permesso di soggiorno. Parcheggiamo gli immigrati qui e là in Italia. Se invece ci fosse almeno uno stracco di permesso di soggiorno provvisorio potrebbero lavorare e la gente non li vedrebbe più bighellonare in giro e non direbbe che mangiano a spese degli italiani già in crisi. Ma nessuno spiega che è la legge che impone la non integrazione”.

Ma c’è il solito problema del consenso…

“E’ vero. Nessuna forza politica si applica alla questione perché rischia voti. Ma così non si esce dall’impasse e si rischia grosso. Io ricevo molte lettere di solidarietà per ciò che fa la Chiesa, ma anche pesanti lettere di minaccia e allora mi chiedo dove è finito il Vangelo in questo Paese. Il Vangelo dice solo ‘Ero forestiero e mi avete accolto’, ‘Ero perseguitato e mi avete accolto’. Il permesso di soggiorno viene dopo”.

Ma la Lega ha difeso il crocefisso nelle scuole…

“Lodevole iniziativa. Ma ha difeso il crocefisso finché sta appeso al muro, ma quando smette di essere solo un’immagine e il crocefisso scende dalla parete e diventa il volto sofferente che bussa alla mia porta, uno che magari puzza perché ha attraversato il mare, allora non va più bene Che credibilità ha una tale forza politica? Il Vangelo non è una sommatoria generica di precetti morali”.

Anche molti cattolici sono d’accordo con la Lega…

“Allora c’è davvero un problema. Se ci sono preti e vescovi che simpatizzano per questi signori, ammesso che sia vero, come dicono quelli che mi hanno pesantemente attaccato accusandomi perfino di aver offeso milioni di italiani, allora è bene che vadano a spiegare a loro cosa accade nelle nostre parrocchie. Hanno tirato in ballo preti di campagna che starebbero con la Lega. Va bene, ma anche i preti di campagna sanno ciò che accade nella trincea cattolica dell’accoglienza. E poi smettiamo una volta per tutte con quella richiesta al papa di portare gli immigrati in Vaticano e ai vescovi di ospitali nelle chiese e nei seminari. E’ un mantra che non si può più ascoltare. In Vaticano papa Wojtyla ha aperto una delle prime mense per i poveri. Ci sono vescovi che ospitano immigrati a casa propria e non si sono mai riempiti le tasche di soldi, anzi. Lo fanno anche Salvini, Zaia e Grillo? Per questo una visita ai campi profughi e alle nostre Caritas aiuterebbe a capire. Non dico che cambierebbero opinione, ma li aiuterebbe a capire. Noi qualche titolo in più per parlare di queste cose lo abbiamo perché siamo sulla strada in prima linea e conosciamo la realtà e alle male parole di Salvini rispondiamo con i fatti. Noi conosciamo i nomi degli immigrati, per loro invece sono solo numeri e anche sbagliati”.

(“Famiglia cristiana”, 12 agosto 2015)

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 516451 visite totali
  • 36 visite odierne
  • 2 attualmente connessi