4 giugno 2013, Cultura - In evidenza - Politica e società - Recensioni

Mali ed equivoci sulla questione Sud

di Marco Panara

Non più soldi nè più Stato ma uno Stato migliore. Più beni comuni meno dipendenza.Meno lamentele più responsabilità. Di soldi in sessant’anni il Sud ne ha assorbiti molti, ma il divario con il Centro-Nord non è stato colmato.Secondo Carlo Borgomeo le ragioni di questo costosissimo insuccesso sono state essenzialmente quattro: l’obiettivo, portare il pil del Sud al livello di quello del Nord; il processo decisionale, centralizzato; gli strumenti, trasferimenti di risorse e costruzione di grandi impianti, le famose cattedrali nel deserto; il criterio, quantitativo, secondo il quale il successosi misurava sulla quantità di soldi trasferiti o spesi per il Sud. Ma per lo sviluppo, che pure ha bisogno di denaro, il denaro non basta.

Bisogna costruire le premesse, la prima delle quali è che “i cittadini di uno stesso Paese hanno diritti e doveri uguali rispetto allo Stato”, a cominciare da giustizia, sicurezza, scuola, sanità. Lo Stato al Sud non ha la stessa qualità che ha al Nord, ed è quello il primo divario da colmare. Il resto ce lo devono mettere i “meridionali”, assumendosi la responsabilità del loro futuro. Se ci sono i soldi ben vengano. A condizione che accompagnino processi di sviluppo sostenibili e non li sostituiscano. La ricetta è difficile. Ma è l’unica.

 

Carlo Borgomeo, L’equivoco del Sud, Laterza,  2013

 

(“La Repubblica”, 2 giugno 2013, “Rcult”)

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