27 gennaio 2010, Politica e società

Lo scandalo di Bologna

di Giovanni Bianco

Il nuovo scandalo che colpisce il centrosinistra riguarda il sindaco di Bologna, per una vicenda personale dai contorni torbidi e contorti. Una storia nella quale pubblico e privato si intrecciano ancora una volta ed emerge nuovamente assenza di etica pubblica e senso dello Stato.

Delbono era un primo cittadino su cui si erano riposte non poche aspettative e speranze per il decollo di una nuova stagione di buon governo democratico negli enti locali e,pure, di convergenza delle forze progressiste in un progetto di rinnovamento delle istituzioni partendo dai poteri locali.
Bologna, inoltre, non è una città qualunque, è stata ed è il cuore pulsante del Paese che credeva e crede nell’alternativa politica e che ora è costretto a leggere titoli di prima pagina che non avrebbe mai voluto vedere stampati, e finisce con il pensare deluso che la “questione morale” investe sia la destra che la sinistra, la quale, purtroppo, rischia di non poter più sbandierare una presunta superiorità morale.

Inoltre, questo tormentato centrosinistra scopre che gli scandali scoppiano anche nel centro-nord e non soltanto nel centro-sud e che, probabilmente, il quadro è più fosco del previsto e, dunque, è opportuno agire con il bisturi per non fare ancora il gioco della parte politica opposta che ama la confusione, la denigrazione ed il dileggio.
Superare l’ultima vicenda, come quella del Lazio, degli Abruzzi e della Campania, non può non significare riuscire a dare un segnale forte non soltanto nei programmi, ma pure nello stile e nella sostanza dell’agire politico.
Qui non si tratta più di proporre piccoli ritocchi,quasi “trucchi del mestiere” buoni per tutte le stagioni e che si suggeriscono senza convizione e con buffa superficialità.
Serve una riflessione più profonda, una messa in discussione, un senso critico che sia capace di superare opportunismo e quietismo.
Ed il riferimento non può non investire anche il maggior partito di opposizione, il Pd, che deve riuscire a dare segnali di vita e di affidabilità.
Perciò non posso non salutare con simpatia l’incipiente proposta di candidatura di Romano Prodi a sindaco della città felsinea, perchè si tratterebbe di un’assunzione di responsabilità diretta e consapevole, perchè consenso e credibilità non possono crescere senza un’idea coesa e coerente di coalizione progressista, che non può non includere la trasparenza ed un concetto adeguato di riformismo.

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