13 ottobre 2013, Politica e società

Lettera aperta al nuovo ordinario militare

di Antonio Lombardi*

Caro fratello vescovo mons. Marcianò,
è di oggi la notizia della sua nomina a nuovo Ordinario Militare. Non ce la  faccio a congratularmi con lei, perché considero una sconfitta per un cristiano  entrare nei ranghi delle forze armate e per di più entrarci attraverso la porta  della Chiesa. Al suo predecessore, mons. Pelvi, avevo scritto alcune lettere per  aprire un dialogo sul senso evangelico dei cappellani militari, ma è stato  sempre un monologo: non ho mai ricevuto risposta. Mi auguro miglior fortuna con  lei.
Riducendo al massimo la questione, osservo che il personale delle forze armate  ha sì diritto all’assistenza spirituale, ma senza che coloro che la prestano  accedano ai ranghi militari, diventino cioè organici ad un’istituzione nata ed  esistente per fare la guerra. Anzi, restandone fuori, essi avrebbero la  possibilità di assumere uno sguardo critico più libero, di essere essi stessi  esempio di nonviolenza, che rifugge dalle attività belliche e da tutto ciò che  ne costituisce supporto e strumento. Insomma, esempio di una scelta  diversa.
Sì, perché la pace e la guerra sono concetti che vanno tenuti sempre distinti,  soprattutto in un’epoca in cui ingannevolmente e interessatamente essi vengono  continuamente sovrapposti, confusi, diluiti l’uno nell’altro, fino a far  affermare al Ministro della Difesa che per amare la pace bisogna armare la pace.  La Chiesa non può prestarsi a queste alchimie linguistico-politico-affaristiche,  il Papa stesso ha ricordato con forza che le guerre hanno tutte un comune  denominatore: vendere le armi.
La pace è un’altra cosa.
Lei ha oggi stesso indirizzato un saluto “Ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa  Ordinariato Militare”, in cui si legge che i militari sono “a servizio della  vita e della pace” la quale, in quanto cammino, richiede passi per  costruirla. E lei elenca tali passi: “passi di dialogo con tutti, di rispetto  reciproco e rispetto dei diritti umani; passi di ordine e libertà, di legalità e  onestà, di giustizia e solidarietà, di lotta contro i soprusi e la corruzione,  contro ogni forma di violenza o discriminazione; passi di protezione delle città  dell’uomo, nella loro dimensione sociale e politica, nel loro patrimonio di  storia e arte; passi di preservazione della natura e dell’ambiente, di custodia  della straordinaria bellezza del Creato. Soprattutto, passi di difesa e  promozione di ogni vita umana nella sua stupenda dignità: dei più deboli e  poveri, dei piccoli e indifesi, dei carcerati e perseguitati, dei senzatetto e  disperati, degli abbandonati ed esclusi, di coloro che vivono diverse forme di  malattia o disabilità, dei tanti profughi e immigrati che continuano a sbarcare  nelle nostre coste dopo viaggi in cui trovano anche la morte, continuando a  sollecitare il nostro impegno e il nostro amore“.
Le forze armate, di cui lei si accinge a far parte e con un elevato grado  gerarchico, sono la negazione di questi passi.
La guerra dialoga solo con le pallottole, che sibilando nell’aria portano  messaggi di morte; la guerra è esattamente la forma di violenza più  scientificamente studiata ed organizzata; non si distingue per giustizia e  solidarietà, ma discrimina tra amici e nemici, schiaccia, corrompe, fa  prigionieri. La guerra non protegge gli esseri umani né le loro città: bombarda  e distrugge l’ambiente, le risorse per la vita e le opere d’arte. Ma soprattutto  non difende i poveri e i disabili, ma fa andare in rovina le case producendo  senzatetto e mutilati. La guerra non promuove la dignità dei profughi ma li  genera, ed essi, come primo impegno ed atto d’amore, con la loro condizione ci  chiedono di smettere di inviare truppe ed armi che riducono in polvere le loro  vite.
Il primo servizio alla pace che è possibile fare come sacerdote o vescovo  impegnato nella cura pastorale dei militari è questo: uscire ed invitare ad  uscire da quella fabbrica di  morte.
Un saluto fraterno.
Napoli, 10 ottobre 2013
* Pax Christi italia

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 525633 visite totali
  • 131 visite odierne
  • 4 attualmente connessi