14 marzo 2012, Politica e società

L’assessorato in eredità

Snow on Rossanodi Antonio Ricchio

Gli incarichi politici in Calabria si ereditano? Sembrerebbe di sì, almeno a guardare quanto succede a Rossano, grosso centro del Cosentino, dove il primo cittadino di centrodestra, Giuseppe Antoniotti, chiamato a sostituire l’assessore Giuseppe Caputo, ha nominato al suo posto il primogenito di quest’ultimo affidandogli pure l’incarico di vicesindaco e le deleghe alle Attività produttive e agli Affari generali. Caputo padre, è anche consigliere regionale ed è stato costretto ad optare per uno dei due incarichi scegliendo quella in seno all’assemblea legislativa calabrese.

L’INCOMPATIBILITÀ -Per inquadrare bene la vicenda è necessario un passo indietro. Lo scorso 22 novembre una sentenza della Corte costituzionale dichiara illegittima la legge calabrese che consente ai politici di mantenere i doppi incarichi. Nel collegato alla Finanziaria 2011, per iniziativa degli ex comunisti, diessini, democratici ora componenti del gruppo Misto, Peppe Bova e Nicola Adamo, con il consenso della maggioranza di centrodestra, in pieno clima natalizio (la legge è stata approvata il 29 dicembre 2010), viene inserito un codicillo: «Anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 4 della legge 54/81 e dell’articolo 65 decreto legislativo 267/00 le cariche di presidente e assessore dei Comuni compresi nel territorio della Regione sono compatibili con la carica di consigliere regionale».

DOPPI INCARICHI – Che tradotto vuole dire: uno può mantenere l’incarico di sindaco di Catanzaro, di presidente della Provincia di Crotone o di assessore a Cosenza ed essere contemporaneamente consigliere regionale. Una vera anomalia, insomma, di cui si è servito Giuseppe Caputo, esponente del Pdl nella massima assemblea elettiva calabrese, per conservare l’incarico di assessore nella giunta comunale di Rossano. Ha tirato avanti finché ha potuto, Caputo. E alla fine, quando ha dovuto cedere, ha optato per l’incarico nell’Astronave (così viene chiamato il palazzo che ospita il Consiglio regionale).

NON CONDIVIDO – Nessuno, però, si azzardi a gridare allo scandalo. È Caputo senior a chiarire la questione: «Non condivido la scelta fatta dal sindaco di concerto con mio figlio Guglielmo. Tra l’altro non sono stato per nulla coinvolto in questa decisione. Resto comunque convinto, la cosa migliore per Guglielmo era quella di continuare a svolgere la professione di avvocato. È ancora troppo giovane per fare politica». Sarà pur vero, ma il passaggio di testimone tra padre e figlio è ormai cosa fatta.

(“Il Corriere della sera”, 6 marzo 2012)

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