1 maggio 2019, Cultura - Politica e società

La prima cosa bella

di Gabriele Romagnoli

La prima cosa bella di mercoledì primo maggio 2019 è l’autunnale bambino appena nato a un amico che ha la mia età e quindi a un passo dall’essere fuori tempo, massimo. Gli dedico la pagina di un libro struggente: In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vilas, edito da Guanda. Racconta di un padre che, durante la guerra civile spagnola, si consegnò per salvare la vita al figlio.

“Il figlio venne liberato e il padre fu fucilato. Per questo è così importante la paternità, perché annulla il dubbio, non dubiti mai. Darai sempre la vita per tuo figlio. Tutto il resto che c’è nel mondo è confusione, esitazione, perplessità, egoismo, indecisione, incertezza, nessuna grandezza. Ricevere una pallottola al posto di un altro senza pensarci due volte, è questa la maggiore grandezza che ti può riservare la vita. Dare la vita per qualcuno non è previsto in nessun codice della natura. E’ una rinuncia volontaria che scompagina l’universo”.
Veniamo al mondo per questo: scompaginare l’universo credendo nell’impossibile e attuando l’impensabile. Rappresentiamo un’eccezione al nulla e per giustificarlo cerchiamo una causa giusta per cui vivere e morire. Beati gli uomini che si sono sentiti padri di un’intera generazione a venire.

(www.repubblica.it , 1 maggio 2019)

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