28 luglio 2012, Globalizzazione ed Europa - Politica e società

La destra irresponsabile

di Pietro Spataro

Sull’Europa non soffia un buon vento. Le incertezze che avvolgono il vertice Ue di domani si ripercuotono su ogni Paese e richiedono a tutti un robusto senso di responsabilità. In Italia purtroppo le cose sembrano andare in un’altra direzione. Si stanno addensando nubi pesanti su Palazzo Chigi. La minaccia, ancora una volta, viene da destra. Il ritorno sulla scena di un aggressivo Berlusconi rischia si far saltare il fragile equilibrio della «strana maggioranza» che sostiene Monti. Sono troppi gli strappi che si fa fatica a pensare che si tratti solo di un movimentismo tattico. Il Pdl è ormai lacerato da tensioni e conflitti che nessuno riesce più a tenere la barra dritta, figurarsi un segretario che agisce sotto la tutela del suo ingombrante predecessore.
Sono molti i segnali che disegnano questa strategia di guerriglia politica. Anche ieri dopo il pranzo con Monti, nonostante abbia assicurato il sostegno, Berlusconi non solo ha lanciato quella pesante accusa («dal premier una indeterminatezza assoluta») ma con i suoi è stato più netto ricordando che l’elettorato del Pdl apprezzerebbe un gesto di rottura. Il Cavaliere “per ora” non si spinge oltre, sa che una crisi di governo oggi avrebbe più costi che benefici. Ma l’impressione è che quel “per ora” abbia un peso forte. Per ora no, domani non è escluso. Dipende dall’esito del vertice di Bruxelles e se Monti dovesse tornare a mani vuote Berlusconi avrebbe il pretesto per accendere i fuochi.
Ormai il rapporto tra il Pdl e Monti è pieno di incognite. La resistenza sulla legge anticorruzione è arrivata al punto da mettere in forse l’approvazione. Sulla legge elettorale le continue giravolte hanno rallentato i lavori e la dirompente proposta del semipresidenzialismo sta facendo saltare il tavolo. La Rai, azienda paralizzata, non riesce ad avere un nuovo Cda perché proprio ieri l’asse tra Pdl e Lega ha fatto mancare il numero legale in Vigilanza. Ce n’è abbastanza per capire che non si tratta di incidenti di percorso. Si tiene Monti sulla graticola, si procede con un’operazione di logoramento. Questo succede mentre l’Europa rischia il crac. Sappiamo che chiedere senso di responsabilità a Berlusconi è come parlare alla luna. Ma la domanda, in queste ore più drammatica, è se esista in Italia una destra responsabile. Se ci siano forze e uomini dentro il Pdl in grado di smarcarsi da un gioco che condurrebbe al massacro del Paese. Se ci sono – e non c’è dubbio che ci siano, anche se nascoste – è il momento che vengano fuori e che contrastino una linea che porta dritti al voto anticipato. Per fare in modo che la legislatura si concluda nel 2013 non si possono legare le mani al governo né obbligare gli altri due pezzi della maggioranza (il Pd e l’Udc) ad accettare veti su parti significative del programma, rendendo improduttivo l’impegno assunto con il premier e con il presidente della Repubblica. Non è accettabile. Se la strategia della destra avesse davvero come approdo le elezioni a ottobre occorrerebbe rispettare un punto del patto: si cancelli il Porcellum, si approvi almeno una nuova legge elettorale. È la condizione minima per ristabilire un confronto con un’opinione pubblica giustamente insofferente. Ma intanto speriamo che da Bruxelles arrivino buone notizie.

(“L’Unità”, 27 giugno 2012)

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