2 agosto 2010, Politica e società

Inquietante assenza di senso dello Stato

di Giovanni Bianco

Le ultime settimane della vita politica nazionale hanno, purtroppo, confermato in pieno il senso profondo e motivato delle forti critiche e delle non lievi preoccupazioni che la stampa di opposizione e progressista e le sue voci migliori hanno costantemente espresso negli ultimi anni. Anzitutto la torbida e squallida vicenda della P3. Il Signor B. l’ha liquidata con battute banali e provocatorie, prive di fondamento e di spessore. Non poteva fare altrimenti,come ha osservato, con il consueto,vivace e condivisibile dissenso, Franco Cordero, su “La Repubblica” del 16 luglio,  (“La monarchia bucaniera di re lanterna”, anche pubblicato su questo sito),visto il suo passato piduista, il ritorno sulla scena, sia pure dietro le quinte, di Gelli, la sinistra attualità del “Piano di rinascita democratica”. Il Capo dello Stato ha rimarcato la gravità dell’esistenza dei rapporti occulti con finalità perverse, di forte pressione sulle istituzioni democratiche, su cui si è fondata la P3, che non è una montatura o un’invenzione dell’opposizione, ma il segno tangibile di una bassa e mefitica concezione dello Stato e dei suoi apparati. Gli sviluppi delle indagini non potranno non confermare queste affermazioni.

Inoltre, l’espulsione di Fini e dei suoi seguaci dal Pdl. Essa è l’esito inevitabile di un’idea autoritaria e “padronale” della politica, oltre che del conflitto tra due destre, quella repubblicana, europea e costituzionale e l’altra, incarnata dal Signor B., populistica ed autoritaria. Quindi nutro seri dubbi a definire democratica la seconda, intrisa di prevaricazioni, servilismo e profonda assenza di senso dello Stato. L’idea che di fatto il “governo degli uomini” debba, comunque, prevalere sul “governo delle leggi” è del tutto estranea (ed in irriducibile antitesi) alla democrazia costituzionale, allo Stato di diritto, ai sistemi pluralistici europei. Valentino Parlato paragonando questa vicenda a quella che si consumò nel Pci nel 1969, che determinò l’espulsione di un gruppo di dissidenti di sinistra che poi fondò “Il manifesto”, ha fondatamente notato che essa è ben più grave e preoccupante. Il centralismo democratico del Pci, pur con i suoi limiti, non escludeva la dialettica interna tra diverse correnti d’opinione esistenti di fatto (come non ricordare almeno quella tra amendoliani ed ingraiani), che si riconoscevano, nonostante tutto, nei valori della Costituzione. Il Pdl è, invece, un partito accentrato intorno ad un leader dai metodi e dalle opinioni in contrasto con lo spirito della Costituzione stessa. Si tratta di un’accozzaglia di interessi, anche loschi, che cerca pure di alterare il fisiologico rapporto tra maggioranza e minoranza politica con le “leggi ad personam”, la “legge bavaglio”, il disprezzo del Parlamento, le consorterie invisibili. Carlo Galli, in un denso articolo del 10 giugno 2010, pubblicato su “La Repubblica”, con un titolo efficace, “La sovranità privata”, ha affermato che il “discorso pubblico” del Signor B. è “consapevolmente centrato sul trasferimento nel campo politico delle logiche politiche imprenditoriali del comando efficace, libero da ogni contropotere costituito, anche da quello delle norme e delle procedure”. Cioè, assistiamo ormai quotidianamente ad un uso anticostituzionale, privatistico ed arbitrario del potere politico, in cui la prevalenza del “privato” sul “pubblico” produce un’idea distorta e deviata della sovranità e dello Stato.

1 commento per : Inquietante assenza di senso dello Stato

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 650818 visite totali
  • 217 visite odierne
  • 1 attualmente connesso