6 febbraio 2014, Globalizzazione ed Europa - Politica e società

Il potere economico attacca il Papa, noi lo difendiamo

di Movimenti sociali latinoamericani

Papa Francesco sta esprimendo fin dalla sua elezione la volontà di cambiamenti: nella Chiesa, nell’atteggiamento dei cristiani e nell’economia capitalista escludente e accaparratrice che così tanti esclusi e così tanti problemi sociali genera nel mondo.

Basilica di S. PietroHa dimostrato coerenza nel suo atteggiamento personale, nel promuovere cambiamenti in Vaticano e nel pubblicare la sua esortazione apostolica in cui condanna il falso dio del mercato e del denaro a servizio di una élite mondiale.

Ciò è bastato perché il potere economico mondiale – banchieri, imprese transnazionali, agrobusiness, diplomatici e portavoce della stampa mondiale – iniziasse una campagna internazionale diretta a mettere in ridicolo il papa.

I movimenti sociali e popolari ripudiano i costanti attacchi a papa Francesco provenienti dai centri di potere mondiali, i quali, attraverso i monopoli mediatici, intendono screditare chi ha osato alzare la voce contro l’economia di esclusione, imposta ai popoli al prezzo di interminabili sofferenze, della distruzione della natura e della perdita di milioni di vite umane.

I conservatori, che non vogliono mai cambiare niente, che si sono autoproclamati guardiani dell’ortodossia, che riducono la religione a un manuale di “buoni costumi”, tremano di fronte alla mera possibilità che la Chiesa unisca la sua voce a quella degli oppressi della Terra per denunciare le ingiustizie del capitalismo. Questi conservatori non conservano altro che i propri privilegi né hanno altra fede che il culto idolatrico al proprio dio: il denaro.

In particolare, ripudiamo la campagna predisposta dalla destra nordamericana raggruppata nel Tea Party e dalla CNN. Modello dell’ipocrisia moderna, con dirigenti che impongono agli altri insegnamenti morali che non rispettano nella propria vita, tale organizzazione esprime la posizione del capitale mondiale, concentrato in un pugno di banche e di imprese transnazionali.

Papa Francesco, in pochi mesi, ha risvegliato l’amore e la speranza in milioni di uomini e donne, cattolici o meno, che sognano un mondo migliore. È naturale che la sua corretta critica alla globalizzazione capitalista irriti coloro che detengono il potere economico. Al contrario, i Popoli del mondo, specialmente i lavoratori, gli umili e gli esclusi, sentono di aver incontrato un nuovo riferimento morale per lottare a favore della giustizia sociale.

Per questo motivo, esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di papa Francesco di fronte a questa feroce campagna dell’Impero, con la speranza che continui ad illuminare con la sua denuncia, i suoi gesti e il suo messaggio il cammino verso una società fraterna, senza esclusi e umiliati.

(Adista Segni Nuovi, n.1/2014)

 

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