7 dicembre 2010, Cultura - Politica e società

Il fuoco della profezia sotto la cenere del conformismo. L’ultimo volume delle profezie laiche di Adista.

Con il terzo volume (Anno A) delle Omelie Fuoritempio (Di Girolamo editore, pp. 200, euro 15) si conclude il ciclo dei commenti “laici” al Vangelo della domenica, selezionati da Adista all’interno della ricchissima serie di interventi che si sono susseguiti in questi 12 anni dalle pagine della nostra storica rubrica.

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,49); “D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12,52-53); “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34): sono tanti i passi del Vangelo, commentati anche all’interno del volume, in cui Gesù sembra voler sottolineare con forza il carattere eversivo della sua Parola, l’intenzione di ribaltare le logiche dominanti, di contestare il maistream economico, politico e religioso. Ma se Gesù portò il fuoco, il potere civile e religioso preferì spengere le fiamme del messaggio evangelico, narcotizzare la portata della testimonianza dell’uomo di Nazareth, ricondurre il suo annuncio alle logiche del sistema dominante.

Sotto le ceneri però, la brace cova ancora. E riattizzare la fiamma del massaggio evangelico, “scatenare” la parola dalla catene di ogni potere e di ogni docile acquiescenza è l’obiettivo delle Omelie Fuoritempio di Adista, che anche in questo terzo volume vede alternarsi personalità laiche e consacrate, credenti e non credenti (o “diversamente credenti”), uomini e donne in cammino perché “sulla strada”. Tra gli altri, Giuseppe Barbaglio, Lilia Sebastiani, Marcelo Barros, Luigi Bettazzi, Ortensio da Spinetoli, Yvone Gebara, Vitaliano Della Sala, Jacques Gaillot, Giovanni Franzoni, Elizabeth Green, Emmanuelle Marie, Anna Maffei, Raniero La Valle, Alberto Maggi, Ettore Masina, Martino Morganti, Antonietta Potente, Raffaele Nogaro, Alessandro Santoro, Felice Scalia, Adriana Zarri.

Parole “fuoritempio”, le loro, ma non per una aprioristica e snobistica presa di distanza dal “tempio”. Tutt’altro. Come spiegano i curatori del volume nella loro introduzione, infatti, “non è raro che anche nel tempio si levino voci profetiche”. La questione è che nel tempio tutto si può proporre, meno il cambiamento. Le novità, nell’istituzione religiosa, vengono viste con paura, con preoccupazione, come un attentato alla sicurezza, alla “verità” che è sempre una verità già data, immutabile, e mai verità in divenire”. Una scelta che sembra accompagnare anche la vita pubblica di Gesù che infatti “si rivela sempre alle persone, mai all’istituzione religiosa. E che i luoghi più pericolosi per Gesù sono sinagoghe e templi; i più sicuri, quelli frequentati da pubblicani e prostitute”. “Fuori” dal tempio, quindi. Ma dentro la storia. Per liberare la parola dalla prigionia delle cattedre, dei pulpiti, da ogni esclusività”. E per “ribadire che essere obbedienti alla Parola significa essere disobbedienti al dogma”.

Il volume sarà presentato ufficialmente a Venezia, il 18 dicembre alle ore 21 all’Hospitalito (via Fratelli Bandiera, 112 – 30175 Venezia‑Marghera). Saranno presenti i curatori, assieme a don Nandino Capovilla coordinatore nazionale di Pax Christi.

(articolo tratto da “Adista notizie”, n.93 del 4 dicembre 2010)

Lascia un commento

 

 

Visitatori

  • 797745 visite totali
  • 12 visite odierne
  • 8 attualmente connessi