3 febbraio 2012, Politica e società

Il doppio volto della Lega garantista a giorni alterni

Padani (tra parentesi) ma equidi Michele Brambilla

La giornata di ieri ci ha regalato un meraviglioso spaccato di come è intesa nel nostro Paese la questione morale. Dunque: in nome appunto della questione morale, la Lega Nord ha votato a favore dell’arresto del deputato del Pdl Nicola Cosentino, che la Lega stessa aveva fino a pochi mesi fa più volte salvato dall’arresto medesimo in nome della battaglia contro il moralismo giustizialista.

Sempre ieri, nella Lega che votava a favore dell’arresto di Cosentino si discuteva dell’un po’ imbarazzante caso del suo segretario amministrativo Francesco Belsito. Costui è un signore di cui fino all’altro giorno si sapevano solo due cose: che portava le focacce liguri alle riunioni di via Bellerio e che aveva millantato due lauree mai conseguite. Niente di male, nemmeno i falsi titoli di studio, visto che Belsito milita in un partito guidato da un ex finto medico, quindi tutto torna.

Ora però si è scoperto che Belsito ha preso svariati milioni di euro dalle casse del partito e li ha investiti non in Padania, bensì in Tanzania, a Cipro e in Norvegia. Passi per la Norvegia e forse anche per Cipro: ma la Tanzania i militanti proprio non la mandano giù. E così nel partito è scoppiata una rivolta.

Tuttavia non è neppure l’investimento all’estero a colpire. Colpisce piuttosto l’atteggiamento dei vertici leghisti. Nello stesso giorno – ripetiamo – in cui la Lega vota per l’arresto di Cosentino, i suoi dirigenti tacciono o fanno spallucce per il caso-Belsito. Intervistato dalla Rai, Roberto Castelli (che è stato ministro della Giustizia) ha risposto testualmente così: «Sono problemi interni al partito, non capisco che cosa ve ne debba fregare a voi». Ora, a parte la sintassi padana, andrebbe sottolineato che i soldi investiti in Tanzania vengono dai rimborsi elettorali (che la Lega ha incassato per 140 milioni solo negli ultimi dieci anni, ringraziando Roma ladrona) e quindi sono denaro pubblico; così come un personaggio pubblico è Belsito, sottosegretario di un ministero fino a due mesi fa.

Al di là dei casi specifici, quel che emerge è il ripetersi di un vecchio vizio: la questione morale viene agitata solo quando e se fa comodo. La Lega delle origini applaudiva le inchieste di Di Pietro perché le spianavano la strada. Poi s’è alleata a Berlusconi e allora guai a dar retta a quei giacobini dei magistrati: era pronta perfino a difendere i parlamentari del Sud accusati di mafia o camorra. Adesso è tornata all’opposizione e vuole riapparire limpida e pura ai propri elettori, così dice di sì all’arresto di Cosentino; però della Tanzania non si capisce bene che cosa ce ne debba fregare a noi.

La grande assente non è solo la coerenza: è anche la buona fede. Non è – sia chiaro – solo la Lega a comportarsi così. Parliamo della Lega perché alla Lega si riferiscono le vicende di ieri: ma sono in molti a prendere posizione sulle inchieste e sugli scandali solo in funzione di un calcolo di parte. Infatti è caduta anche qualsiasi oggettività nella valutazione dei fatti, e ogni cosa è grave o lieve a seconda di quel che conviene: nei giorni scorsi gli stessi che hanno difeso i milionari nullatenenti di Cortina si sono scandalizzati per un cotechino a Palazzo Chigi, per giunta pagato dalla sciura Elsa.

Insomma siamo un Paese di garantisti o giustizialisti a corrente alternata, a seconda di come butta.

(“La Stampa”, 11 gennaio 2012)

2 commenti per : Il doppio volto della Lega garantista a giorni alterni

  • Daniela Parrella

    Gentile Redazione,
    vi scrivo per informarvi dell’uscita del mio primo libro “11 SETTEMBRE RELOADED. Terrorismo, complotti, reazioni” Bilbion Edizioni.
    Sono una giovane autrice che ha tentato di compattare in poche pagine e in un unico volume il senso del prima e del dopo di quell’attentato. Il saggio si basa su un’analisi storica rigorosa (desunta dalla mia tesi di laurea in storia) ma è facilmente accessibile al grande pubblico, visto lo scopo divulgativo che si prefigge.
    Consapevole di quanto sia difficile ritagliarsi un piccolo spazio nell’attuale giungla editoriale, confido nel vostro interesse nei confronti di giovani impegnati in un paese che spesso li marginalizza. Dietro questo libro non c’è una grande firma, né una nota casa editrice ma c’è una giovane italiana, una studiosa dinamica, una precaria poliedrica ma senza prospettive, un cervello che vorrebbe rimanere a crescere nel suo paese e anche questo è un tentativo per promuovere la conoscenza di un volume che altrimenti resterebbe solo una grande soddisfazione personale.
    Rimango a disposizione per qualsiasi domanda e approfondimento, se fosse possibile ritagliare uno spazio magari per una recensione sul vostro sito per me o per il mio volume, ve ne sarò immensamente grata.
    Troverete una recensione sul sito dell’editore alla pagina che segue: http://www.biblionedizioni.it/libro/55-11-settembre-reloaded

    Grazie dell’attenzione dedicatami.

    Daniela Parrella

  • Giovanni Bianco

    La ringraziamo della sua segnalazione, si terrà eventualmente in considerazione la pagina che ci segnala per una breve recensione.

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