27 gennaio 2013, In evidenza - Politica e società

I valori condivisi

di Giovanni Bianco

La giornata della memoria dovrebbe essere una data ampiamente condivisa. In essa dovrebbero celebrarsi valori che appartengono indiscutibilmente ad una comunità, che ne costituiscono il necessario sostrato etico, quali la democrazia, la pace, l’eguaglianza e ricordare l’olocausto, i campi di sterminio, la “soluzione finale”,la barbarie nazifascista, la “Rassentheorie” e la “Rassenlehre”.

Anche oggi, in un giorno in cui sarebbe necessario far prevalere le ragioni che uniscono, Silvio B. non ha perso l’occasione, ha continuato ad esternare come gli riesce bene, finendo appunto con il non rispettare valori condivisi. Non c’è altra spiegazione al suo cercare pregi nelle scelte politiche del dittatore del ventennio littorio, non accennando neppure, con malafede ed approssimazione, ai crimini, alle persecuzioni, al tribunale speciale, alle inutili guerre portatrici di stragi e distruzioni, alle nefandezze compiute nelle operazioni belliche coloniali, all’omicidio Matteotti ed alla prigionia di Gramsci, all’esilio di spiriti “liberi e forti” quali don Sturzo e Salvemini.

Insomma, è l’ennesima prova, ammesso che fosse necessaria, che l’antifascismo come “nobilissima aspirazione ideale” ed “indirizzo di vita”, per riprendere parole di Aldo Moro, non è più un fattore che produce prevalentemente unità popolare ma purtroppo anche diatribe e divisioni.

L’antifascismo è uno dei valori ispiratori dell’intero testo costituzionale e  non merita di essere svilito da un cinico mercante della politica sprovvisto di senso dello Stato, entrato nella vita pubblica soltanto per difendere il suo “particulare” e la sua “corte dei miracoli”, i suoi traffici misteriosi.

Alle incredibili dichiarazioni di stamane si deve rispondere citando un passo di alto valore ideale del discorso sulla Costituzione che Piero Calamandrei tenne agli studenti milanesi il 26 gennaio 1955: “se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati…”.

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