24 maggio 2012, Cultura - In evidenza - Politica e società

Grido d’allarme

dei Comitati Dossetti per la Costituzione

Con precipitazione e lontano dal controllo dell’opinione pubblica la Commissione referente del Senato ha licenziato ieri il primo articolo della riforma costituzionale che si vorrebbe già la settimana prossima portare alla deliberazione dell’Aula e approvare entro la ormai vicina fine della legislatura. I Comitati Dossetti per la Costituzione che già nell’assemblea pubblica del 12 maggio scorso a Bologna hanno severamente criticato la riforma in corso che, mediante una sostanziale sottrazione del governo e del suo presidente al vaglio della fiducia delle Camere, recherebbe una grave alterazione nel rapporto tra Capo dello Stato, presidente del Consiglio, Parlamento e popolo sovrano, gettano un grido d’allarme sulla procedura in corso.
Offrendo all’opinione pubblica offesa dai recenti guasti del potere un esiguo sconto sul numero dei parlamentari, che passerebbero da 630 a 508 alla Camera e da 315 a 254 al Senato, i tre partiti della maggioranza parlamentare intendono cogliere l’occasione per modificare l’intero edificio costituzionale, conferendo una sorta di onnipotenza al presidente del Consiglio, che sarebbe di fatto per cinque anni immune dalla sfiducia del Parlamento, il quale verrebbe così conculcato nel suo ruolo e nella sua libertà, fino a poter essere sciolto dallo stesso presidente del Consiglio, nel caso votasse contro una sua legge.
Si avrebbe in tal modo una forzatura in senso presidenzialistico del sistema parlamentare italiano, senza però le garanzie e i bilanciamenti propri dei sistemi presidenziali, ciò che in presenza di leggi elettorali maggioritarie potrebbe aprire la strada ad avventure autoritarie e comunque a una gestione incontrollata e dannosa del potere.
Pericolosa è anche, mentre viene confermato il bicameralismo, la confusa distribuzione di competenze tra le due Camere, che rompe l’unità della fonte della legislazione.
Sul piano politico i Comitati Dossetti per la Costituzione esprimono la viva preoccupazione che i cittadini possano finire per perdere ogni fiducia nella politica e nei partiti, se anche il Partito Democratico e i partiti del Terzo Polo congiurassero a uno stravolgimento della democrazia costituzionale, introducendo riforme che a suo tempo già furono discusse e respinte dalla Costituente. Ciò facendo essi apparirebbero non più votabili da parte degli elettori attaccati ai valori costituzionali, come già è accaduto per il PDL e per la Lega, mettendo così in crisi l’intero sistema politico.
I Comitati Dossetti invitano i giuristi, in particolare i costituzionalisti, i mezzi di informazione e tutti i cittadini a prestare la massima attenzione agli sviluppi della situazione costituzionale e a prendere di conseguenza ogni opportuna iniziativa.

(24 maggio 2012)

1 commento per : Grido d’allarme

  • eva

    Per favore, fatevi sentire di più.
    Sono ben consapevole che stanno stravolgendo lo spirito e la lettera della Costituzione.
    Chi delle forze politiche prende in carico questa preoccupazione?
    Si dividono in quelli che hanno l’intenzione di smantellarla per loro disegni e convenienze
    e i PonzioPilato più scandalosi dei primi.
    Fatevi sentire di più. Avete argomenti e strumenti culturali per far capire in quale schiavitù i cittadini si incamminerebbero, a loro insaputa…
    Grazie!

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