4 febbraio 2014, Politica e società

Fascismo a cinque stelle

di Piergiorgio Odifreddi

Se fino a qualche giorno fa si poteva immaginare una differenza tra il comico sceso in politica e i suoi spettatori eletti in parlamento nella lista del M5S, le piazzate squadriste delle ultime ore hanno dimostrato che si tratta invece di esemplari della stessa specie: quella dei minus habens della politica, incapaci di qualunque azione costruttiva, impazienti di agitare i manganelli, e autocompiaciuti dei loro insulti di bassa lega.

Ed è proprio l’espressione “bassa lega” quella che forse descrive al meglio il movimento politico di Grillo, rivelatosi essere una versione ancora più rozza della Lega di Bossi. Coloro che prima delle elezioni potevano illudersi che dietro alle pessime intemperanze verbali di Grillo si nascondessero buone idee e ottimi propositi, hanno ormai dovuto ricredersi. Le povere gag di Grillo, ripetute come mantra dai suoi spettatori-parlamentari, sono semplicemente l’espressione di un ego pieno al comando di cervelli vuoti.

A differenza di Bossi però, che nella sua rozzezza era comunque un animale politico, Grillo è unicamente un animale scenico, a suo agio soltanto su un palcoscenico e di fronte a spettatori adulanti. Lungi dall’essere in grado di “aprire come scatole di sardine le istituzioni”, il M5S ha infatti mostrato la propria incapacità di tradurre gli slogan populisti in azioni politiche, ed è stato stritolato e marginalizzato.

Dopo quasi un anno di impotenza, ormai rivelatisi incapaci di influire sull’elezione del presidente della Repubblica, sulla creazione del governo e sul processo di riforme istituzionali, il comico e la sua claque erano diventati invisibili. E hanno cercato di riconquistare visibilità nell’unico modo che conoscono: con il linguaggio e i modi fascisti che sono tipici dei populisti di bassa lega. E allora giù con il presidente della Repubblica “boia”, la presidente della Camera “morta vivente”, le deputate del Pd “bocchinare”, e via di seguito.

Ormai il M5S ha scelto la via dello squadrismo, e sarà ovviamente seguito da coloro che da sempre inneggiano al fascismo. Che sono tanti, e nel corso degli anni hanno girovagato nei vari partiti della destra: dalla Lega a Forza Italia, dal Popolo delle Libertà a Fratelli d’Italia. Non è un caso che nei tafferugli alla Camera, l’altro giorno, si sia visto La Russa mescolato ai grillini.

I grillini hanno presentato una ridicola richiesta di impeachment per il capo dello Stato, con un’accusa di attentato alla Costituzione che dimostra ancora una volta la loro mancanza di senso del ridicolo. Ma paradossalmente non si accorgono, o fingono di non accorgersi, che ad attentare alla Costituzione sono invece loro: precisamente, alla XII disposizione transitoria e finale, che sanziona “chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

(www.repubblica.it , 31 gennaio 2014)

 

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