2 giugno 2011, Politica e società

Fango sul Paese

Reminder Reminder Reminder Reminderdi Ezio Mauro

C´è un primo ministro, nel vertice del G8 a Deauville, che utilizza il palcoscenico internazionale per danneggiare il suo Paese, vilipenderlo con i leader delle grandi democrazie mondiali, e presentarlo come uno Stato che è fuori dalle regole dell´Occidente, anzi in pericolo di dittatura.
Quel premier ha evidentemente perso la testa. Sommerso dall´affanno per il suo destino, guidato dal sentimento dell´avventurista che si gioca ogni volta l´intera posta perché vive d´azzardo e colpi di mano, ha perduto anche il senso delle proporzioni, oltre che il comune buonsenso, di cui si vantava d´essere campione. Così abbiamo dovuto assistere alla scena penosa di un presidente del Consiglio vistosamente fuori posto e fuori luogo nel vertice dei Grandi (che chiede a Gheddafi di cessare le violenze sul suo popolo), prigioniero com´è della sua ossessione privata trasformata da anni in questione di Stato: e da ieri purtroppo anche in questione internazionale. Nell´imbarazzo di Merkel e Sarkozy, abbiamo visto quel leader di un Paese europeo correre da Barack Obama, per investirlo inopinatamente con il tema della sua presunta «riforma della giustizia», assicurando che «per noi è fondamentale», quasi a chiedere aiuto al Presidente degli Stati Uniti, per poi lanciargli l´allarme finale disperato: «In Italia in questo momento esiste quasi una dittatura dei giudici di sinistra». Obama nella solennità di Westminster aveva appena rilanciato il concetto di Occidente, invitando Europa e America a ridare a quel concetto dignità politica. Quel Premier che come Capo del potere esecutivo attacca il potere giudiziario e definisce dittatura la nostra democrazia istituzionale dimostra di non sapere nemmeno cos´è l´Occidente. Va fermato con il voto, nell´interesse di tutto il Paese.

(“La Repubblica, 27 maggio 2011)

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