3 ottobre 2010, Politica e società

“E’ un uomo indegno che offende i cattolici”. Intervista a Rosy Bindi

di Maria Zegarelli

Rosy Bindi, ci risiamo. Lei e la magistratura sembrate due delle ossessioni più ricorrenti del premier.

«Il premier sa che sono una irriducibile nei suoi confronti e cerca di screditarmi su altri piani. È una persona che non sopporta che ci sia un mondo che non può conquistare e quindi lo denigra. Peccato che stavolta lo abbia fatto nella maniera più inqualificabile».

Stavolta ha chiuso la barzelletta con una bestemmia. Poi, ha detto che era una storiella vecchia, che girava in parlamento già da un anno.

«È un uomo indegno. la sua è un’indegnità prima che politica umana. Come può rivestire la carica di presidente del Consiglio un uomo che arriva ad essere gravemente offensivo verso tutti i credenti e poi dire che era una “storiella”? Sono stupita dal silenzio dei cattolici di centrodestra. Sono in imbarazzo o non osano contraddire il Capo? Berlusconi incarna quanto di più lontano c’è dalla cultura politica dei credenti, tanto che negli ultimi tempi ci sono state prese di distanza anche dalle gerarchie ecclesiastiche. Mi auguro che nessuno creda alle false e vuote promesse dei discorsi di questi giorni, con i quali si voleva dare una patina da uomo di Stato. Il vero Berlusconi è quello delle barzellette e dei fuorionda»

Ancora una volta pone la questione di sempre: erano cose dette in privato. La doppia etica può essere una soluzione per un uomo pubblico?

«Ormai siamo alla doppia morale, in privato si può permettere di offendere le donne e Dio, di portare le escort a Palazzo Grazioli, di andare ai compleanni delle minorenni e poi in pubblico richiama i ministri a tenere un comportamento “istituzionale”… Ed è ancora più grave tentare di scaricare la colpa su chi ha reso pubblici quei video, Il Paese non merita un premier così. Se ne deve andare».

Ha parlato anche dell’altra ossessione, i magistrati “di sinistra”. Ha detto che chiederà una commissione di inchiesta con nomi e cognomi dei responsabili.

«Noi la commissione di inchiesta la faremo sulla P3 e dunque su di lui, può starne certo. Poi, è evidente, quel video conferma ancora una volta il grande conflitto di interessi che investe il presidente del Consiglio: è in costante violazione della Costituzione, prima ancora nel pensiero che negli atti. Credo che siamo oltre l’allarme rosso».

Come si ferma tutto questo?

«Dobbiamo lavorare a una maggioranza che in parlamento cambi la legge elettorale e vari faccia le riforme costituzionali. Bastano alcuni interventi di microchirurgia per mettere in salvo la Carta su cui si fonda la nostra democrazia. Se non partiamo da qui continueremo ad assistere al suo sfregio continuo, con il rischio che la maggioranza che esce dalle urne possa cambiarla a suo piacimento».

Bindi, lei parla di riforma elettorale, ma la Lega su cui il Pd puntava per una interlocuzione, è stata netta: non se ne parla.

«Se noi riusciamo a creare le condizioni in Parlamento per una riforma della legge elettorale anche la Lega dovrà fare di necessità virtù».

Perché dovrebbe cambiarla Berlusconi? Con quella attuale la strada verso il Quirinale è già spianata, basta vincere le elezioni.

«È evidente che la resistenza di Berlusconi e della Lega è legata non soltanto alla nomina dall’alto dei parlamentari, che li rende ricattabili. C’è anche la consapevolezza che, se si va alle elezioni con un terzo polo, basterà avere il 34% dei voti per avere la maggioranza assoluta e mandare all’ opposizione la maggioranza degli italiani per fare quello che si vuole. Per questo abbiamo il dovere di lavorare affinché si crei una situazione diversa e se cade Berlusconi, il Presidente della Repubblica possa sondare se c’è una maggioranza parlamentare per varare una nuova legge elettorale».

La maggioranza alla Camera è nelle mani di Fini…

«Credo che stiano cambiando molte cose nel quadro politico. È evidente che c’è una possibilità per questo governo di arrivare a fine legislatura, con danni enormi per il Paese. Ma malgrado la fiducia dell’altro giorno alle Camera, è tutt’altro che tramontata la possibilità di creare le condizioni per un governo di transizione. Fini è stato chiaro: ha votato la fiducia ma d’ora in avanti Fli si regolerà di volta in volta».

Lei vede a breve una svolta?

«L’accelerazione verso la crisi è nei fatti. Berlusconi è al tramonto, lo dimostra tutto quello che sta accadendo. E se cade questo governo, Fini non starà mai più insieme a lui”.

(intervista tratta da “L’Unità” del 2 ottobre 2010)

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