19 ottobre 2012, Politica e società

E nel ddl sulla Stabilità ritorna il finanziamento alle scuole paritarie

di Salvo Intravia

Mentre si mandano a casa 10 mila precari della scuola si trovano i soldi per le scuole paritarie. Due provvedimenti che sembrano, ma sarà un caso, legati da poste di bilancio molto simili tra loro: quello che si toglie alla scuola pubblica viene assegnato alle paritarie. Il disegno di legge di Stabilità, approdato tra mille polemiche in Parlamento, contiene una serie di provvedimenti sulla scuola, di cui uno dagli esiti dirompenti: senza alcuno aumento della retribuzione, il governo intende incrementare l’orario delle lezioni in classe degli insegnanti di scuola media e superiore, dalle attuali 18 ore a settimana a 24 ore.

Una decisione che ha immediatamente determinato, dopo ben 4 anni, la proclamazione dello sciopero generale della scuola da parte di Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda degli insegnanti, per il prossimo 24 novembre. E una interminabile sequela di proteste, prese di posizione e commenti ironici da parte di un incredulo mondo della scuola che fa fatica a credere che qualcuno possa pensare – specialmente a Roma – che l’impegno di un docente di scuola secondaria possa esaurirsi alle canoniche 18 ore a settimana.

“Va detto chiaramente – spiega Paola Martini, insegnante di Italiano di Empoli – che si tratta del solo orario mattutino. Alle 18 ore mediamente dobbiamo aggiungere 16/17/18 ore pomeridiane settimanali di preparazione lezioni, correzione elaborati, consigli, collegi, Pei (per alunni disabili), progetti”. “Perché, allora, noi professori italiani – conclude – queste ore non le passiamo interamente a scuola, come accade in Danimarca, Germania, Francia? Magari timbrando un cartellino, evitando così il ludibrio di sentirci i mentecatti tra i laureati del Bel Paese?”.

Ma il disegno di legge di Stabilità contiene anche una norma che farà ulteriormente imbufalire insegnanti e studenti universitari, che protestano contro l’erogazione di 223 milioni alle scuole paritarie. E bene chiarire, che questo finanziamento aggiuntivo alle paritarie rappresenterebbe la “promessa” restituzione del taglio operato dal governo Berlusconi al finanziamento di 500 milioni previsto per le scuole non statali. Ma che, in questo momento di crisi, dove si taglia su tutto rappresenta anche una beffa per la scuola statale che non si è vista affatto “restituire” neppure un centesimo dei 3 miliardi tagliati dal precedente governo.

Anzi, si prepara a subire – Relazione tecnica alla mano – un ulteriore taglio di 9.269 posti di precario, dovuti agli spezzoni che verrebbero assegnati obtorto collo agli insegnanti di ruolo il cui orario scolastico aumenterebbe a 24 ore settimanali. Una manovra che corrisponde ad un taglio previsto molto vicino alla quota aggiuntiva assegnata alle paritarie: 265 milioni. “Chiediamo che quei 223 milioni vengano spostati sul fondo per le borse di studio, insufficiente a coprire tutti i capaci e meritevoli”, dichiara l’Unione degli studenti. Mentre l’Associazione nazionale presidi “sollecita da parte del Parlamento un ripensamento complessivo delle disposizioni adottate dal governo per la scuola.

(www.repubblica.it , 19 ottobre 2012)

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