16 febbraio 2019, Politica e società

E’ morto Adriano Ossicini, fondatore di Adista

della Redazione di Adista

Adista è in lutto per la morte avvenuta oggi a Roma, di Adriano Ossicini, tra i fondatori, nell’ottobre del 1967, della nostra testata.

Aveva 98 anni ed era ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli di Roma per le conseguenze di una caduta. Nato nel 1920, Adriano Ossicini, medico, allievo del professor Giovanni Borromeo, ed ex partigiano a Roma, durante l’occupazione nazista, il 16 ottobre 1943, nascose decine di ebrei, scampati alla retata nel ghetto in un reparto proprio dell’ospedale Fatebenefratelli, dove lavorava, inventandosi una malattia fittizia, il “morbo di K” (come le iniziali di due ufficiali nazisti, Kesselring e Kappler), che, altamente contagioso, teneva alla larga le ss. Divenne psichiatra nel 1944. Militante del Partito della Sinistra Cristiana che nel 1945 si scolse per entrare nel Pci, fu tra coloro che – contrariamente a dirigenti come Franco Rodano, non condivise la scelta comunista. Nel dopoguerra intraprese la carriera accademica, insegnando psicologia alla Sapienza di Roma. Alla fine del 1967 diede vita ad Adista, che doveva essere l’organo di informazione ponte nel dialogo tra la sinistra cristiana e i partiti di ispirazione marxista, specialmente il Pci. L’anno successivo, infatti, Ossicini venne eletto al Senato come indipendente nelle liste del Pci, per poi aderire alla Sinistra Indipendente, un progetto che portava avanti assieme e figure politiche del mondo laico come Ferruccio Parri (che divenne poi anche lui, assieme ad Ossicini, socio della cooperativa Adista che fu fondata nel 1979). In Parlamento Ossicini animò la presenza cristiana nella Sinistra Indipendente, sempre in fecondo dialogo con l’anima laica del gruppo e con il Partito Comunista Italiano, che sostenne l’iniziativa fino al suo scioglimento, che coincise grosso modo anche – era il 1992 – con la fine dell’esperienza politica della Sinistra Indipendente. Negli anni successivi è Presidente del Comitato nazionale per la bioetica dal 1992 al 1994, poi ministro per la famiglia e la solidarietà sociale del governo Dini. Aderisce a Rinnovamento Italiano (il movimento fondato da Dini) ed è rieletto per l’ultima volta al Senato nel 1996. Nel 2001 passa a La Margherita e poi al Partito Democratico.

(Adista, 15.2.’19)

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