14 febbraio 2010, Politica e società

Brevi considerazioni critiche sugli scontri di Milano

di Giovanni Bianco

Che il rischio fosse elevato era stato già scritto e segnalato da tempo.Le periferie (e non solo quelle purtroppo) di non poche città europee sono ormai braci roventi.
A Milano ieri sera ci sono stati scontri tra immigrati, una rivolta multietnica senza precedenti tra africani e sudamericani, nella quale ha perso la vita un giovane egiziano.Scene di violenza inaudite nei pressi di piazza Loreto, in Via Padova, auto ribaltate e vetrine infrante quasi di fronte ad un locale affollato da giovani italiani, che passavano il tempo tra un drink e l’altro, nella più assoluta indifferenza per il putiferio che frattanto si era scatenato per le strade.

Il Governatore della Lombardia ha rilasciato delle dichiarazioni a caldo, facendo esclusivo riferimento ad un problema di ordine pubblico e di rispetto della legge.Affermazioni che non possono che lasciarci perplessi.
In quali condizioni di vita versano la stragrande maggioranza degli extracomunitari nelle nostre città? Qual’è l’atteggiamento delle istituzioni e delle forze dell’ordine verso i gruppi criminali stranieri? Perchè non approfondire in modo adeguato il nesso sussistente tra bande di delinquenti e “disagio sociale”?

Insomma, a Milano, come a Genova, la convivenza multietnica è estremamente difficoltosa e precaria perchè, come pure una recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha notato, prolifera la lotta tra organizzazioni di malviventi straniere per il controllo del territorio, per la spartizione di affari illeciti; ma, tuttavia, la crescita di “vincoli interni” ai gruppi etnici di “tipo mafioso” è anche il frutto dell’incapacità di far attecchire un’autentica cultura dell’accoglienza e della solidarietà.
Il problema, dunque, si estende a macchia d’olio, le gang giovanili sono iperviolente, ma non si tratta soltanto, per riprendere il pensiero di Formigoni, di “incidenti” e di “colpevoli da individuare”.
Quale “ruolo sociale” hanno svolto questi extracomunitari? Ci si è posti seriamente il problema dell’edificazione di una società multietnica a misura d’uomo, anzichè magari chiudere consapevolmente gli occhi difronte alle bande extracomunitarie?
La destra che governa la metropoli ambrosiana da tre lustri che tipo di città è riuscita a creare? E che effetti, inoltre, hanno avuto i provvedimenti del governo per la tutela dell’ordine pubblico?

Si rilasciano, di conseguenza, le consuete e deludenti dichiarazioni di rito. Il vicesindaco di Milano, De Corato, ha parlato di “far west” e di “conto che pagano i milanesi”.
E gli altri, cioè gli extracomunitari, molti dei quali vivono operosamente nell’oscurità, probabilmente ricattati dai boss delle bande summenzionate, che colpa ne hanno ed in quali condizioni sono costretti a tirare a campare per sbarcare il lunario?
Ed i signori al potere si sentono “investiti di responsablità”?

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