20 aprile 2013, Politica e società

Appello Comitati Dossetti per la Costituzione

Appello al segretario Bersani, al segretario Alfano, al Presidente Monti, all’on. Vendola, al sen.Casini…

Contro il catastrofismo di quanti vedono nell’attuale appassionante battaglia parlamentare i segni della fine di un partito, dei partiti, o della stessa Repubblica, i Comitati Dossetti per la Costituzione rivendicano la piena legittimità delle singole scelte e del conflitto in corso per l’elezione del presidente della Repubblica, conflitto che pur così acceso rientra pienamente nella tradizione dell’Italia repubblicana.

Il solo modo di tradire in questo frangente consisterebbe nell’operare e nel votare non per incrementare il bene della Repubblica e della Costituzione, ma per sovvertirle e distruggere.

A questo punto del confronto, tuttavia, i Comitati Dossetti per la Costituzione ritengono che l’elezione del capo dello Stato debba essere sottratta agli schemi di una democrazia conflittuale e bipolare che sono estranei alla Costituzione e di fatto travolti dai risultati delle ultime elezioni. Le aggregazioni fisiologiche per l’elezione del presidente della Repubblica non sono necessariamente quelle che suppongono un dualismo tra metà del centro con la destra e metà del centro con la sinistra ma, secondo lo spirito della Costituzione, devono inscriversi in un più ampio e ricco pluralismo che dalla società si trasferisce e trova la sua rappresentanza nei Grandi Elettori.

Perciò, dopo che molti illustri e degnissimi candidati sono stati travolti negli scrutini tenutisi fin qui, i Comitati Dossetti per la Costituzione ritengono che non debba essere bruciata anche la risorsa dell’unico candidato rimasto credibilmente in campo dal primo scrutinio, e chiedono al segretario Bersani, al segretario Angelino Alfano, al premier Monti, a Vendola, a Casini e ai leaders di tutti i gruppi e sottogruppi presenti nell’Assemblea, di dare l’indicazione di votare per Stefano Rodotà, con l’unico mandato di garantire la salvezza e la crescita della Costituzione repubblicana, premessa di ogni ulteriore svolgimento politico. Ormai non si tratta più solo dell’interesse pubblico, ma della piena assunzione come problema politico e pubblico degli interessi, dei bisogni, delle speranze e delle angosce e spesso della stessa sopravvivenza della vita privata dei cittadini, in un tempo di gravissima crisi.

per i Comitati Dossetti per la Costituzione
Raniero La Valle, presidente.
Roma, 20 aprile 2013

3 commenti per : Appello Comitati Dossetti per la Costituzione

  • eva

    Purtroppo non è avvenuto ciò che voi auspicate, ciò che molti italiani auspicavano.

    Da troppo tempo si è mirato al pericolo Berlusconi soltanto a parole, senza la minima capacità di analizzare il berlusconismo in casa propria.
    I danni che i cittadini subiscono provengono
    - dallo strapotere in Europa dato alle cricche finanziarie e bancarie
    - dai governi berlusconiani
    - dal PD , il secondo partito in Italia più berlusconizzato
    - dal mito del bipolarismo
    - dal mito della governabilità
    - dall’indebolimento progressivo e mirato nel centro-sinistra del VALORE DELLA COSTITUZIONE.

    E’ stato molto comodo per il PD vivacchiare puntando su una soltanto di quelle cause.

  • guglielmo

    Stefano Rodotà sarebbe stato un ottimo Presidente della Repubblica, sicuramente, in questo momento, il migliore, purtroppo il gruppo dirigente (?) del PD si è dimostrato assolutamente incapace di sceglier e soprattutto di leggere i bisogni e i desideri del popolo italiano. Misiseri interessi di parte, gelosie, lotte di potere hanno condotto all’implosione del partito con il fine ultimo delle grandi intese. Solo Bersani ha provato ad innovare ma senza successo e con tanti errori. Il Paese e gli italiani hanno bisogno di un nuovo partito progressista, garante della Costituzione e promotore dei Diritti dei Cittadini (che non possono esserci senza Giustizia Sociale).

    • guglielmo

      Renzi è distante politicamente ed eticamente dalla sinistra, non deve prendere nessuna distanza, è un populista liberista rottamatore, ma non innovatore. Un d’alema dei nostri giorni solo più qualunquista

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