5 maggio 2012, Politica e società

A proposito della disobbedienza civile della Lega…

di Renato Sacco

Ci risiamo. Niente di nuovo, purtroppo! Puntuale come i debiti arriva il tormentone della Lega sullo ‘sciopero fiscale’, sul ‘non pagare le tasse’, sulla ‘disobbedienza’. In questi giorni il riferimento è all’IMU.
Già nel 1996 la Lega Nord fece lo stesso appello accompagnato da un “manuale di resistenza fiscale”. Nel 2006 fu l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a parlare di “sciopero fiscale”. Poi ancora Bossi nel 2007.
Già anni fa avevo scritto che “è grave che queste affermazioni si ripetano, in momenti in cui la crisi della legalità sembra crescere e dove l’individualismo, anche fiscale, sembra diventare una regola di vita, un criterio etico”.

Nel 2006 sul sito di “Mosaico di Pace” erano state pubblicate alcune mie considerazioni sulla differenza abissale tra la proposta di Bossi e la Campagna di Obiezione alle spese militari, che vede anche Pax Christi tra i promotori. Le ripropongo, con qualche aggiornamento:
1. L’obiezione alle spese militari nasce da motivi di coscienza, di fronte a valori grandi, come la vita o la morte. Valori talmente grandi da superare anche le leggi di uno Stato in nome di una legge più grande, scritta nella coscienza di ogni persona. Qualcuno sottolinea giustamente che le tasse oggi sono questione di vita o di morte, al punto che molti si sono addirittura tolti la vita per questo motivo, pur dovendo ancora ricevere dallo Stato cifre molte alte, che non arrivano mai.
Bisognare rammentare a chi parla oggi di ‘disobbedienza’ che la Lega è stata al Governo per molti anni e non ha certo fatto molto né ha obiettato ai tempi lunghissimi dello Stato nel pagare i propri creditori.
Perché quando erano al Governo i vari Ministri Bossi, Maroni, Calderoli non hanno fatto obiezione in prima persona?
2. Gli Obiettori alle Spese Militari si rifiutano di pagare la somma destinata alle armi ma non la trattengono per sé: questa somma viene versata sul conto della Tesoreria Provinciale dello Stato a Roma o ad altri enti per attività di pace, senza armi. Del resto anche i lavoratori, quando scioperano, ci rimettono parte dello stipendio. Gli obiettori poi, come è successo anche a me e a molti altri, vengono pignorati, e pagano di tasca propria questa scelta, dimostrando che hanno a cuore il bene dell’intera comunità, non il proprio interesse.

Dobbiamo ricordare la testimonianza dei primi cristiani, obiettori in nome di una coscienza profonda, disposti anche al martirio, per non violare il comandamento divino ‘non uccidere’ e per non riconoscere la divinità dell’Imperatore, davanti al quale si bruciava l’incenso come a un dio.
Certo che la Lega con i vari riti del battesimo con l’ampolla dell’acqua del fiume Po, (“il dio Po”) dimostra di essere lontana anni luce dalle radici cristiane tanto difese a parole, e anche tremendamente lontana dalla testimonianza di chi per aver disobbedito ha pagato con la vita!
Forse, come molti hanno fatto, l’obiezione ha un senso profondo nei confronti di certe leggi razziali che Maroni & C. hanno varato quando erano al Governo. Quelle sì interpellano la coscienza e chiedono di non essere rispettate per la difesa della vita. Così come le varie spese per la guerra e le armi (ad es. gli aerei F35, punto di orgoglio per la Lega, che lanciano missili per uccidere e che lo stesso Maroni ha definito ‘non intelligenti’. In quel campo ci aspettiamo un gesto di disobbedienza civile di Maroni & C.!
Infine ricordo che in Italia gli obiettori di coscienza al servizio militare, prima che ci fosse la legge 772 del 1972, finivano in carcere.
E per finire – scrivevo già nel 2006 – invitare a non pagare le tasse è un reato previsto dal codice penale. Il sottoscritto, insieme ad altri 2 amici, è stato processato il 4 giugno 1991 con la seguente imputazione: “art. 415 codice penale per avere, nel corso di un pubblico dibattito, (a Villadossola il 15 maggio 1987) istigato i presenti a disobbedire alle leggi di imposizione fiscale, invitandoli a non versare parte delle imposte dovute.” Il riferimento era alle spese militari. Pena prevista: da 6 mesi a 5 anni di reclusione.
Abbiamo accettato il processo senza vittimismi e senza agitare lo spettro di un complotto o di una Magistratura corrotta o.. colorata di rosso.La sentenza, nel nostro caso e in altri processi come il nostro, fu di “assoluzione perché il fatto non sussiste”.

(www.mosaicodipace.it , rubrica “L’opinione di…”, 2 maggio 2012)

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