25 aprile 2020, Politica e società

Un 25 aprile di ricostruzione:raccolta fondi per Caritas e Croce Rossa

di Fulvio Fulvi

Per la prima volta nella storia dell’Italia il “25 aprile” non sarà una festa in corteo, con bandiere, striscioni e canti nelle strade delle città. Non si terranno comizi nelle piazze. Niente assembramenti, per l’isolamento a cui saremo – probabilmente – ancora costretti per sconfiggere definitivamente il coronavirus.

Eppure, mai come oggi c’è bisogno di un momento di unità del Paese in vista di quella ricostruzione morale, economica e sociale che si renderà necessaria dopo l’emergenza planetaria della pandemia dagli effetti devastanti. Ecco perché la festa della Liberazione in questo 75esimo anniversario avrà un valore diverso e forse più simbolico di tutte le altre: a Milano, dove per tradizione si è sempre svolta la manifestazione nazionale promossa dall’Associazione dei partigiani d’Italia, l’inno di Mameli e i canti partigiani saranno lanciati in diretta da radio e tv locali per essere cantati nelle case, dalle finestre e sui balconi. «Vogliamo dare un segnale forte: sarà, come non mai, una Liberazione di tutti, al di là delle fedi politiche – sostiene il presidente dell’Anpi di Milano e provincia, Roberto Cenati –, una manifestazione nel nome della solidarietà e dell’unità, per riaffermare quanto diceva il partigiano Arrigo Boldrini, primo segretario nazionale dell’Anpi a proposito del valore della Resistenza, da non dimenticare: “Abbiamo combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti: per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro…”».

Ma il messaggio di libertà del 25 aprile 2020 passerà, in tutto il Paese, e non solo nella “capitale morale”, attraverso una “piazza virtuale”, un evento online e social che, supportato da diverse piattaforme digitali, avrà inizio alle 11 in punto: dopo l’inno nazionale interverranno la presidente dell’Anpi, Carla Federica Nespolo, la staffetta partigiana Maria Lisa Cinciari Rodano e Sara Diena, giovane studentessa di Libera.

Tre i temi che verranno affrontati, legati tutti al concetto di libertà e all’eredità che ci ha lasciato la Resistenza, quella Costituzione repubblicana da applicare e rendere viva ogni giorno con l’azione politica e l’impegno sociale: si tratta della lotta al nemico invisibile rappresentato dal virus, delle diseguaglianze socio-economiche presenti e della questione ambientale. E questa sarà anche l’occasione per presentare il documento nel quale viene lanciata una raccolta di fondi a sostegno di Caritas e Croce Rossa, impegnate nell’opera di ricostruzione dell’Italia nell’emergenza coronavirus.

Nessuna organizzazione ha firmato l’iniziativa, ma singole persone che messe insieme e sullo stesso piano rivolgono un appello al Paese. Partiti, sindacati, associazioni, stavolta faranno un passo indietro. «Abbiamo bisogno più che mai di celebrare la nostra libertà – si legge nel documento dei 1.500 promotori – e nel momento in cui siamo costretti all’isolamento per combattere un nemico invisibile, in cui la distanza sociale ci rende un po’ più soli, possiamo e dobbiamo stringerci e sostenerci».

«Sarà un 25 aprile di liberazione, forse il più grande dal dopoguerra», è l’auspicio degli organizzatori. L’assegnazione dei proventi raccolti, destinati a garantire un tetto e un pasto a chi non ce l’ha, sarà verificata da un comitato di garanti composto dall’economista Tito Boeri, dall’ex magistrato Giancarlo Caselli, dall’accademico Enrico Giovannini, dalla sindacalista Morena Piccinini e dal giurista Gustavo Zagrebelsky.

(www.avvenire.it)

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