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	<description>Le idee e la società civile</description>
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		<title>Introduzione a &#8220;Il delitto Moro e la deriva della democrazia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Maria Biscione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/Il-delitto-Moro-e-la-deriva-della-democrazia1-150x150.jpg" alt="" title="Il delitto Moro e la deriva della democrazia" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5279" />di Francesco Maria Biscione</p> <p>1. Questo libro è prevalentemente dedicato alle tensioni degli anni settanta e al rapporto tra quel periodo e la più complessiva storia repubblicana.<br /> La tesi di fondo è che la rottura di maggior rilievo nella storia del dopoguerra, specie da un punto di vista politico, sia costituita dalla crisi della solidarietà democratica, alla fine di quel decennio, e dal delitto Moro, e che proprio a seguito di quell’evento, per le modalità in cui si svolse e per i suoi esiti, la storia del paese ha assunto percorsi imprevedibili e perigliosi. Il tema ha una sua consistenza anche perché, dopo poco più di un decennio, un nuovo trauma, il crollo del comunismo in Europa, venne a sradicare consuetudini e pratiche sconvolgendo nuovamente, e anche in modo più appariscente, la nostra vita politica.<br /> A distanza di anni, non è dunque agevole né immediato percepire quanto i cambiamenti intervenuti – cioè il nostro presente – siano dovuti all’uno o all’altro evento.<br /> Non s’intende qui negare la rilevanza di quanto avvenne a cavallo<br /> degli anni ottanta e novanta. La caduta del muro di Berlino (1989), la<br /> disgregazione del blocco dell’Est e, ancor più, la dissoluzione dell’Unione<br /> Sovietica (1991) posero fine alla guerra fredda in Europa e<br /> nel mondo; in Italia, la cui composizione politica era particolarmente<br /> compenetrata con la divisione del mondo in blocchi contrapposti,<br &#160;<a title="Introduzione a &#8220;Il delitto Moro e la deriva della democrazia&#8221;, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/cultura/introduzione-a-il-delitto-moro-e-la-deriva-della-democrazia/5275/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Il delitto Moro e la deriva della democrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Maria Biscione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/Il-delitto-Moro-e-la-deriva-della-democrazia-150x150.jpg" alt="" title="1650-7 Il delitto Moro_deriva_cop_2:2011 - 14-21" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5197" />Incontro di studio dell&#8217; <strong>Associazione culturale nazionale &#8220;Giorgio La Pira&#8221;,</strong>con il patrocinio dell&#8217; <strong>Accademia di studi storici &#8220;Aldo Moro&#8221;</strong> e dell&#8217;<strong> Archivio storico Flamigni</strong></p> <p>Presentazione del volume di<strong> Francesco Maria Biscione</strong>, <em>Il delitto Moro e la deriva della democrazia, Ediesse edizioni, 2012</em></p> <p> <strong>Civita Castellana</strong>, 19 maggio 2012</p> <p>Indirizzi di saluto Dott. <strong>Emilio Corteselli </strong><br /> (Presidente dell&#8217;Associazione culturale nazionale &#8220;Giorgio La Pira&#8221;)</p> <p>Introduce e presiede Prof.<strong>Giovanni Bianco </strong>(Università di Sassari)</p> <p>Intervengono<br /> Prof.<strong>Carlo Bersani </strong>(Università delle scienze umane &#8220;Niccolò Cusano&#8221;)<br /> Dott.<strong>Luciano D&#8217;Andrea </strong>(Direttore dell&#8217;Accademia di studi storici &#8220;Aldo Moro&#8221;)<br /> Sen.<strong>Sergio Flamigni </strong>(Politico e saggista)<br /> Prof.On.<strong>Giovanni Galloni </strong>(Università di Roma &#8220;Tor Vergata&#8221;)</p> <p>Conclude<br /> Prof.<strong>Francesco M.Biscione </strong>(Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana)</p> <p><em>L&#8217;incontro di studio si terrà presso la Sala delle Conferenze di P.zzo Montalto Belei, in Civita Castellana, Via di Corte,8</em></p> ]]></description>
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		<title>La ricerca dell&#8217;equità</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Cerasoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Globalizzazione ed Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/equità-e-rigore-150x150.jpg" alt="" title="equità e rigore" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5617" />di Massimo Riva</p> <p>In attesa di affrontare la vera partita della crescita sull´unico campo che conta, l´Europa, Mario Monti ha deciso di non stare comunque fermo sulla panchina domestica. I provvedimenti decisi ieri dal Consiglio dei ministri non daranno una scossa decisiva alla languente economia interna, ma sono un preciso segnale del possibile che è opportuno e necessario fare da subito in casa nostra. Tecnicamente sono una chiara anticipazione di quella ristrutturazione della spesa che va sotto il nome esotico di «spending review» e che non può esaurirsi soltanto nell´uso della forbice. I 2,3 miliardi messi a disposizione per interventi a favore del Mezzogiorno non sono, infatti, risorse aggiuntive rispetto alle uscite già previste in bilancio. Sono frutto, però, di una diversa articolazione dei finanziamenti mirata a renderli più efficaci. Troppo spesso in passato somme importanti tratte dagli aiuti europei sono finite nel nulla per ignavia o incapacità progettuale delle istituzioni nazionali.<br /> Con questa mossa il governo Monti corregge un´inveterata stortura nella gestione della cosa pubblica e, al tempo stesso, lo fa venendo incontro alle situazioni di disagio sociale più profondo nella parte più debole del paese, il Mezzogiorno cui originariamente questi fondi erano stati comunque destinati. Sul piano politico ne esce così un chiaro messaggio ispirato a quei due obiettivi del programma di governo – l´equità e la crescita – che finora avevano ceduto il passo alle esigenze immediate del rigore finanziario. Oltre metà della manovra &#160;<a title="La ricerca dell&#8217;equità, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/la-ricerca-dellequita/5616/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Dall&#8217;Uomo qualunque al Movimento 5 stelle.Una (breve) storia delle spinte antisistema</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Cerasoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/luomo-qualunque-le-spinte-antisistema-150x150.jpg" alt="" title="l&#039;uomo qualunque le spinte antisistema" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5412" />di Pierluigi Battista</p> <p>Di inedito c&#8217;è solo il neologismo, sgradevole e multiuso, di «antipolitica». Perché la storia dei «demagoghi» italiani deplorati dal capo dello Stato è un fiume sotterraneo di rancori, rabbie, malumori, paure e frustrazioni che accompagna stabilmente la vicenda politica dell&#8217;Italia repubblicana. Furore «antipartiti», anziché «antipolitico». È meglio, si fa capire di più, è meno generico, non perdona le colpe storiche che il regime dei partiti si è trascinato per decenni. L&#8217;antipartitismo contro la presunzione di supremazia dei partiti: questo il conflitto duraturo e tenace che compone il dualismo più frequentato nella storia dell&#8217;Italia postfascista.</p> <p>Quando Beppe Grillo, con ogni probabilità il «demagogo» che incarna il bersaglio delle critiche di Napolitano, era solo un comico in erba, i partiti si arrabbiavano molto quando si osava adoperare il termine «partitocrazia». I partiti italiani, infatti, oltre che molto invasivi e dediti ad occupare con strafottente noncuranza la cosa pubblica, sono anche molto suscettibili. Quando i Radicali di Pannella parlavano di «regime partitocratico», i partiti reagivano come se si stesse oltraggiando la democrazia. I Radicali, pressoché solitari, organizzarono un referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti e gli elettori di quegli stessi partiti quasi quasi aderirono in forme plebiscitarie a quel pronunciamento antipartitocratico. Anche allora i Radicali erano «demagoghi». Non avevano la sguaiataggine del grillismo, non erano forcaioli come Grillo, erano libertari a differenza di Grillo, ma erano considerati dei molesti sabotatori del sistema, trattati alternativamente con &#160;<a title="Dall&#8217;Uomo qualunque al Movimento 5 stelle.Una (breve) storia delle spinte antisistema, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/dalluomo-qualunque-al-movimento-5-stelle-una-breve-storia-delle-spinte-antisistema/5411/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Da Monasterace passa il riscatto del Meridione&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Borsetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignright" style="height:auto;width:auto;max-height:160px;max-width:160px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2411/2262514887_346fcb4d07_m.jpg" alt="Piazza all´interno del castello (Monasterace)" title="Piazza all´interno del castello (Monasterace)" />di Antonio Ingroia</p> <p>Il 2012 è un anno simbolico e carico di aspettative. Simbolico perché denso di anniversari fatidici per la nostra storia. Perché si ricorda la morte, trent’anni fa, di un uomo politico come Pio La Torre che, fra i primi, aveva ben chiaro che la politica dovesse fare della lotta alla mafia la sua priorità.<br /> E dovesse farlo non delegando alla magistratura impropri compiti di supplenza, ma nel contempo fornendole strumenti idonei per colpire della mafia la struttura militare e le risorse economiche. E si ricorda, dello stesso 1982, la lezione istituzionale e culturale di un uomo dello Stato rimasto troppo solo come il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ed è anno cruciale perché si deve ricordare il ventennale dello stragismo corleonese esploso a Palermo, momento tragico della nostra storia che diede luogo tuttavia a una stagione di impegno e di riscatto.<br /> Da allora non c’è dubbio che la lotta alla mafia ha fatto molti passi avanti, sia sul piano dei risultati repressivi che su quello della sensibilizzazione di settori sempre più ampi dell’opinione pubblica. Ma perché, oggi, sebbene sia fortemente calato il tasso di impunità dei boss mafiosi, tanto che i latitanti più pericolosi si contano sulle punte delle dita di una sola mano, e nonostante l’imponenza dei patrimoni illeciti confiscati dallo Stato, le mafie non sono affatto sul viale del tramonto? Per una ragione molto semplice. Per aver dimostrato, &#160;<a title="Da Monasterace passa il riscatto del Meridione&#8230;, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/da-monasterace-passa-il-riscatto-del-meridione/5168/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>La politica può rinascere se combatte con le idee il dominio della finanza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guglielmo Bauleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/la-politica-150x150.jpg" alt="" title="la politica" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5148" />di Nadia Urbinati</p> <p>La fine del compromesso tra capitalismo e democrazia ha aperto la strada a un liberismo in cui il mercato è regista e la politica va tenuta nell’angolo. Per questo occorre rilanciare la sfida del governo democratico e della «ragione pubblica». Le ragioni specifiche del declino della sinistra italiana si sono incontrate o hanno coinciso con l’emergere prepotente di un fattore di mutamento ancora più profondo e che attraversa tutte le democrazie consolidate dell’Occidente. Questo mutamento può essere rappresentato come la fine del compromesso tra capitalismo e democrazia in seguito al mutamento del capitalismo da industriale a finanziario. La combinazione di capitalismo e democrazia è stata un compromesso tra proprietà dei mezzi privati di produzione e suffragio universale, per cui chi possedeva i primi ha accettato istituzioni politiche in cui le decisioni prese a maggioranza erano l’aggregato di voti di uguale peso.<br /> Il keynesianismo ha dato i fondamenti ideologici e politici di questo compromesso, e lo ha fatto rispondendo alla crisi del 1929 che lasciò sul tappeto una disoccupazione tremenda e regimi totalitari. Il compromesso consistette nell’assegnare al pubblico un ruolo centrale poiché, invece di assistere i poveri come lo Stato aveva fatto nei decenni precendenti, li impiegava o promuoveva politiche sociali che creavano impiego. Si trattò di un cambiamento anche rispetto alla scienza economica che passò dal mito del laissez faire alle politiche economiche programmatiche dei governi centrali. Questo comportò l’incremento della domanda e la &#160;<a title="La politica può rinascere se combatte con le idee il dominio della finanza, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/la-politica-puo-rinascere-se-combatte-con-le-idee-di-dominio-della-finanza/5147/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Hollande Presidente.Speranza per l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Bianco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Globalizzazione ed Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/la-poltica-le-elezioni-francesi-150x150.jpg" alt="" title="la poltica le elezioni francesi" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5634" />di Vincenzo Comito</p> <p><strong>L&#8217;elezione di Hollande impensierisce i cantori dell&#8217;ortodossia economica e restituisce speranza alla sinistra europea. Il suo programma, pur moderato, può ridare forza a un&#8217;Europa diversa</strong></p> <p>François Hollande ce l’ha fatta: è il nuovo presidente della repubblica in “una Francia in agitazione, inquieta e divisa” (Izraelewicz, 2012). In queste note cerchiamo di analizzare gli aspetti economici del suo programma e di quello dell’altra figura emergente della sinistra, J.-L. Melenchon. Del resto la campagna elettorale si è concentrata in larga parte proprio sui temi dell’economia e del lavoro. Intanto la crisi europea, che sembrava miracolosamente sopita, tende a prendere nuovo vigore. In particolare, i dati recenti sull’economia spagnola appaiono terrificanti: in una situazione di recessione che si annuncia prolungata, ormai una persona su quattro è disoccupata, e lo è il 50% dei giovani; e qualcuno parla della necessità di una ricapitalizzazione delle banche per 100 miliardi di euro. In Grecia invece le ultime stime sull’andamento del Pil per il 2012 parlano di una sua diminuzione del 5%, dopo una caduta del 6,9% nell’anno precedente; il paese è al quinto anno consecutivo di recessione. Si prevede per quest’anno che la disoccupazione raggiunga il livello del 19%. </p> <p>Le posizioni della stampa legata al mondo del business</p> <p>Ovviamente non tutti, nelle scorse settimane, hanno auspicato la vittoria del candidato socialista in Francia. Ricordiamo ad esempio la posizione dell’Economist (Economist, 2012). Il settimanale britannico, dopo gli esiti del &#160;<a title="Hollande Presidente.Speranza per l&#8217;Europa, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/hollande-presidente-speranza-per-leuropa/5633/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>L&#8217;ideologia &#8220;oracolare&#8221; e fondativa del comico. Il grillismo figlio del &#8220;Non&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Bianco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/contropolitica1-150x150.jpg" alt="" title="contropolitica" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5221" />di Michele Smargiassi</p> <p>È un avverbio palindromo il grimaldello che può scardinare il quadro politico italiano. Una parolina di tre lettere che non ha significato, ma li nega tutti: non. Il MoVimento 5 Stelle, si legge nel suo “non statuto”, è una “non associazione”, “non è un partito” e “non lo diventerà in futuro”, non ha “organismi direttivi o rappresentativi”, non è di destra e non è di sinistra, non ha tessere, non ha una sede fisica e neppure un leader, anche se ce l’ha, lo sanno tutti. Il lessico comune, che non rispetta i non-statuti, li definisce “i grillini”: un capitale di sdegno, impegno e sincera voglia di cambiamento che ogni partito serio vorrebbe avere alle spalle, ma che un attore comico di successo, con intuitoe doti mediatiche, ha saputo catalizzare attornoa sé nell’Italia provvisoria dalle rivoluzioni continuamente tradite.<br /> Quale sia il ruolo di Beppe Grillo nel MoVimento da lui battezzato (quella V maiuscola in mezzo al nome è la reliquia venerata dell’evento fondatore, il V-day, giorno del gran Vaffa, 8 settembre del 2007, Bologna, decine di migliaia di fan), sta all’articolo 3 del non-statuto che cita Grillo come “unico titolare dei diritti d’uso” di nome e simbolo del MoVimento 5 Stelle, in sostanza il proprietario del marchio senza il quale non si può agire a nome del movimento. Imprimatur amministrato con decisione, come sanno liste e gruppi e singoli a cui è stato negato con diffida scritta &#160;<a title="L&#8217;ideologia &#8220;oracolare&#8221; e fondativa del comico. Il grillismo figlio del &#8220;Non&#8221;, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/lideologia-oracolare-e-fondativa-del-comico-il-grillismo-figlio-del-non/5220/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Italo Calvino cantautore Indie Pop</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Cerasoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/italo-calvino-150x150.gif" alt="" title="italo calvino" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5123" />di Francesco Cevasco</p> <p>Primo maggio 1958. Italo Calvino fa il suo esordio come «cantautore». Ma cantautore per davvero. E aveva pure la voce da baritono, finto baritono, quello da troppe sigarette. Al corteo della Cgil a Torino gli altoparlanti gracchiano la canzone Dove vola l’avvoltoio, scritta da Calvino, musicata da Sergio Liberovici. È una canzone con i partigiani buoni, o perlomeno dalla parte giusta, e i nazisti-avvoltoi cattivi. E contro la guerra. E per dire che non era, quella «canzonetta», una divagazione ludica di un già grande scrittore (aveva ormai pubblicato Il barone rampante e Il visconte dimezzato) leggete il confronto tra i versi del più grande cantautore italiano, Fabrizio De André, e quelli di Calvino.</p> <p>De André, La guerra di Piero, 1964: «Lungo le sponde del mio torrente/ Voglio che scendano i lucci argentati/ Non più i cadaveri dei soldati/ Portati in braccio dalla corrente».</p> <p>Calvino, Dove vola l’avvoltoio, 1958: «Nella limpida corrente/ Ora scendon carpe e trote/ Non più i corpi dei soldati/ Che la fanno insanguinar».</p> <p>Era successo che un gruppo di scrittori e musicisti non ne potevano più delle canzonette che spopolavano a Sanremo, le definivano «figlie di una musica gastronomica» e avevano inventato una combriccola che si chiamava «Cantacronache». Il loro slogan era: «Evadere dall’evasione». Se l’erano inventato l’impiegato Rai Straniero, l’architetto Amodei e l’avvocato Jona. Erano giovani intellettuali torinesi, torinesi di cultura Einaudi per intenderci, che s’erano messi in testa di scrivere canzoni &#160;<a title="Italo Calvino cantautore Indie Pop, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/cultura/italo-calvino-cantautore-indie-pop/5122/">&#8230;</a>]]></description>
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		<title>Reportage dalla Grecia.Un popolo allo stremo, tra crisi e conflitto sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Bersani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica e società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ideesocietacivile.it/wp/wp-content/uploads/Grecia-Crisi-Economica-150x150.jpg" alt="" title="Grecia Crisi Economica" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5386" />di Marco Zerbino </p> <p>Bisogna mettersi a parlare con la gente per capire veramente dove sta andando la Grecia della crisi del debito e delle misure di austerità. Le numerose vetrine del centro di Atene su cui campeggia l&#8217;immancabile scritta enoikiazetai (affittasi) e i tanti senzatetto che affollano i dintorni di piazza Omonia possono dare un&#8217;idea, ma non riescono a far comprendere in profondità la dinamica del processo in atto nel Paese. Del resto, di senza fissa dimora e di vetrine sguarnite di merci ce ne sono anche in tante altre capitali europee. E Atene, che ha un sistema di trasporto pubblico che a noi romani sembra svedese, è senz’altro una città europea.</p> <p>Secondo Kostas Kallergis, giornalista e blogger che mi fa da cicerone durante la mia permanenza nella capitale greca, una crisi del genere, in un Paese come gli Stati Uniti, getterebbe migliaia di persone in mezzo alla strada. Si vedrebbe molto di più. In Grecia no, perché, dice Kostas, a fare da paracadute ci sono ancora le famiglie. Una solidarietà intra e interfamiliare, che rende meno visibili gli effetti della crisi. Un po’ come in Italia: lo Stato è storicamente assente, però c’è la famiglia, con i suoi risparmi, che tampona la situazione.</p> <p>Ma i risparmi prima o poi finiscono. E se il reddito di chi ancora lavora diminuisce, se vengono drasticamente ridotti o non vengono più pagati gli stipendi, tanto dei dipendenti pubblici quanto di &#160;<a title="Reportage dalla Grecia.Un popolo allo stremo, tra crisi e conflitto sociale, continua la lettura&#8230;" href="http://www.ideesocietacivile.it/politica-e-societa/reportage-dalla-grecia-un-popolo-allo-stremo-tra-crisi-e-conflitto-sociale/5385/">&#8230;</a>]]></description>
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