Ai nastri di partenza

di Raniero La Valle

Lo sblocco della prigionia sul mare inflitta ai migranti salvati dalla Sea Watch (ma il loro calvario è solo all’inizio) almeno una buona notizia l’arreca: sarà per l’appello lanciato domenica all’Angelus da papa Francesco, sarà per l’offerta della Chiesa valdese, sarà per l’imprevista vampata umanitaria del premier Conte, in ogni caso una decina di naufraghi, uomini donne e bambini, passeranno oltre i porti chiusi di Salvini ed entreranno in Italia. La buona notizia è che il cuore di pietra, quando è troppo esposto alla pubblica visione, non regge: perfino i governanti se ne vergognano, italiani ed europei, e devono mostrare almeno un lembo del loro cuore di carne. Così una manciata di profughi, centellinati tra una decina di Paesi, entra ancora questa volta nel paradiso europeo.
Ma la cattiva notizia è che questo ennesimo caso d’eccezione non fa che confermare la regola dell’esclusione e del rifiuto, la regola dello scarto: i salvati e i sommersi, ma si potrebbe anche dire i predatori e i predati.
I primi, quelli che oggi sono forti, non si contentano più di chiudere porti e frontiere, di schierare cani ringhiosi e doganieri, tornano ad alzare muri e cortine. Ormai c’è un muro che corre per migliaia di chilometri non a dividere Est ed Ovest, ma a barricare il Nord contro il Sud, a cominciare dal muro col Messico, che Trump è pronto a costruirsi anche da solo, e che spacca  

L’offesa alla coscienza cattolica della legge sui migranti. I sindaci guidino la disobbedienza fino in fondo

di Vittorio Bellavite*

Quelli che vogliono i crocifissi nelle scuole e in tutti gli edifici pubblici, quelli che esibiscono il rosario ed il Vangelo nei comizi, sono gli stessi che brontolano contro papa Francesco perché parla di accoglienza nei confronti dei migranti, sono gli stessi che hanno dato uno schiaffo alla civiltà ed uno strappo alla nostra Costituzione con la legge “Sicurezza ed Immigrazione”.
Ma sta prendendo piede l’ipotesi della disobbedienza civile e dell’obiezione di coscienza di fronte agli effetti perversi della legge entrata in vigore come messaggio di “fraternità” alla vigilia di Natale. Tanti sindaci, consapevoli delle loro responsabilità, sono protagonisti di iniziative in questa direzione.
La strategia di alimentare e di creare paura verso i migranti e verso il “diverso” inizia a mostrare i suoi limiti. Molte realtà di base del mondo cattolico si stanno impegnando a favore di chi sarà penalizzato dalle nuove norme. E tutte le strutture della Chiesa, nessuna esclusa, a partire dai vescovi e dai preti, in nome dell’universalismo cristiano, devono mobilitarsi, il silenzio non è tollerabile. Il quotidiano cattolico ha iniziato a farlo.
La destra “cattolica” che parla sempre con passione di “valori non negoziabili” a difesa della vita (ma gli “altri” sarebbero a favore della morte?) dica se sia negoziabile o sopportabile l’offesa che questa legge fa al bene comune e al precetto evangelico di accogliere lo “straniero”. Facciamo questa domanda da quando abbiamo saputo che il ministro Salvini è