Il compito della politica? Sbloccare la civiltà

di Raniero La Valle

L’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre, mostrando un’intelligenza politica popolare tutt’altro che spenta, ci consegna una responsabilità che non possiamo ridurre a proposte di corto respiro; occorre invece affrontare come prioritari i nodi che oggi bloccano la politica e strozzano lo sviluppo stesso della civiltà in tutto il mondo. Fare politica vuol dire precisamente rimuovere queste strozzature.
Io vedo tre questioni prioritarie, tre “forze frenanti” su cui dovrebbero misurarsi il pensiero e l’iniziativa culturale, politica e religiosa per consentire la ripresa di un cammino di civiltà, che per ora sembra bloccato o addirittura in ripiegamento rispetto alle conquiste del ‘900; e non solo per Trump.

Il mondo è di tutti

Il primo blocco consiste nella mancata risposta di civiltà al fenomeno della migrazione di massa. Ma non si tratta di un fenomeno, cioè di un evento, si tratta piuttosto di un nuovo mondo, il mondo globalizzato, che è stato pensato come un mondo di residenti, e risponde presentandosi invece come un mondo di migranti; era un mondo di stabilità la cui qualità era la durata – il tempo indeterminato – e si ritrova costruito come un mondo di precarietà, la cui qualità è vivere nell’imprevedibile. Per integrare in un cammino di civiltà tale mondo nuovo è necessario che si riprenda il processo dell’imputazione dei diritti fondamentali a tutti gli uomini come diritti universali e permanenti e se ne preveda l’effettività per tutti gli abitanti  

Perchè quattro anni di astio per Jorge Mario Bergoglio?

di Riccardo Cristiano

Forse il metodo più empirico ma efficace per valutare la portata di questi quattro anni di pontificato non è tornare all’inizio del 2013, alle parole che si usavano allora per descrivere la crisi del papato, ma di tornare per qualche momento al 21 ottobre 2015, quando qualcuno cercò di sostenere che papa Francesco era afflitto da un tumore: al cervello. Era, guarda caso, una “bufala”. Più recentemente è apparso un manifesto irridente sui muri di Roma. Quindi è stato fabbricato un falso “Osservatore Romano”. Così facendo non ci chiederemo, un po’ agiograficamente, quanto bene ha fatto alla Chiesa Jorge Mario Bergoglio, ma che cosa abbia fatto per meritarsi tutto questo e altro ancora, come l’accusa di essere “un gesuita travestito da francescano” . Davvero tutto questo si spiega perché avrebbe indicato che in qualche caso, in un percorso di recupero, si può anche dare la comunione a un divorziato risposato? Ma non è quello che accade da anni e anni in tutto il mondo?

Io non credo che sia questo il punto. Forse invece ad alcuni non piace che abbia chiaramente affermato che il cristianesimo non è la religione dei legulei, ma di Gesù, e che l’attenzione prioritaria di Gesù era per i poveri, lasciando alle nostre spalle i merletti, le croci d’oro e l’idea che la Chiesa sia un giudice collocato al di fuori e al di sopra della storia.

Papa Francesco ha dato un senso al  

Se la Bce sostiene multinazionali e cambiamenti climatici

di Andrea Baranes

Scoppia un incendio. Per fortuna arrivano i pompieri. Che però si mettono a versare sempre più acqua in una piscina piena, mentre la casa a fianco sta bruciando.

A giugno 2016 la BCE lancia l’ennesimo piano per provare a rilanciare l’economia del vecchio continente. Visto che anni passati a “stampare soldi” tramite il quantitative easing (www.nonconimieisoldi.org) non hanno dato i risultati sperati, ecco il passo ulteriore: con questi soldi acquistare non solo titoli di Stato, ma anche obbligazioni di imprese private. Corporate Europe Observatory – CEO, l’organizzazione che da anni studia e denuncia il peso delle lobby nelle decisioni europee, è andata a vedere quali siano le imprese e i settori che hanno beneficiato di tali acquisti. La ricerca appena pubblicata (corporateeurope.org) non lascia spazio a dubbi: “il risultato è inquietante, a meno che non pensiate che petrolio, auto di lusso, champagne e gioco d’azzardo siano il posto migliore in cui mettere soldi pubblici”.

In ultima analisi l’intervento della BCE è un sostegno ad alcune delle più grandi multinazionali. Le obbligazioni sono una forma di finanziamento, il cui costo segue la legge della domanda e dell’offerta: se sono in molti a volere i titoli di una determinata impresa, questa potrà offrire tassi di interesse minori. Se al contrario nessuno o quasi le vuole comprare, gli interessi che dovrà garantire l’impresa per finanziarsi salgono. Se la BCE interviene acquistando determinate obbligazioni, il soggetto corrispondente si trova quindi avvantaggiato rispetto  

Il Papa lancia le “primarie” per la scelta del suo Vicario

di Alberto Bobbio

Papa Francesco apre un altro fronte di novità e chiede le “primarie” per trovare il successore del cardinale Agostino Vallini come suo vicario della diocesi di Roma. Venerdì 10 marzo nel pomeriggio Bergoglio ha convocato a sorpresa i 36 parroci prefetti della diocesi di Roma, di cui il Papa è vescovo, e ha chiesto a loro di indicare per iscritto i problemi e le esigenze della diocesi e il profilo del nuovo vicario. Ma non è si fermato qui. Ha chiesto anche nomi a chi vorrà farlo e che la consultazione sia allargata non solo ai sacerdoti, ma anche ai fedeli laici.

La Sala Stampa della Santa Sede, annunciando l’incontro poche ore prima ,mentre il Papa tornava dagli esercizi spirituali ad Ariccia, aveva sottolineato che l’incontro era da considerarsi “normale prassi della vita della Chiesa”. In realtà si tratta di una clamorosa novità, perché mai prima d’ora nella diocesi del Papa si era tenuta una consultazione di tal genere. Le lettere dovranno pervenire al Papa entro il 12 aprile, mercoledì santo. Bergoglio dunque avvia un altro processo che non mancherà di suscitare malumori tra i conservatori e riapre il dossier sulle consultazioni per le nomine dei vescovi, che è sempre stata una questione all’ordine del giorno della Congregazione dei vescovi. Sulla procedure si discute da sempre. Di solito una consultazione viene avviata dal nunzio apostolico, che poi invia un rapporto in Vaticano. Recentemente la consultazione è stata annunciata  

Chiesa, le trame dei cardinali nemici della riforma di Francesco

di Francesco Peloso

Che progressi sono stati compiuti nella riforma della Chiesa durante il pontificato di papa Francesco? E quali sono gli aspetti giuridici, organizzativi e legislativi del suo operato? Bergoglio ha fatto una puntigliosa analisi della situazione il 22 dicembre 2016, ricevendo la Curia romana per i consueti auguri di Natale, occasione spesso scelta dai pontefici per delineare il loro programma di governo.

ITALOCENTRISMO NEL MIRINO. Francesco insiste nel dire che i cambiamenti veri non sono poi così circoscrivibili in termini formali – la misericordia, lo stare in mezzo al popolo, l’ascolto di tutti, l’apertura al mondo, e in fondo anche la sinodalità, cioè la capacità dei vescovi di decidere insieme -, ma sa bene che serve anche una nuova struttura istituzionale; e anzi su questo aspetto ha raccolto, in conclave, i voti trasversali di liberal e conservatori uniti dalla volontà di buttare all’aria l’italocentrismo ormai asfittico della Curia bisognosa di una ricostruzione.

Dall’elenco fatto da Bergoglio è emerso un enorme cantiere aperto: dicasteri accorpati e scomparsi, una sorta di super riorganizzazione delle finanze ancora in corso, l’iper semplificazione dei processi di nullità matrimoniale, l’istituzione di un dicastero per la tutela dell’infanzia accompagnato dalla possibilità giuridica di procedere contro il vescovo che ha insabbiato un abuso, la commissione per il diaconato femminile, quella per la riorganizzazione della sanità cattolica dopo la pioggia di scandali degli ultimi anni, l’allontanamento di molti funzionari, alcuni poco noti, però situati nei gangli nevralgici del  

Vaticano e gay, una storia di paure. Intervista a Krzysztof Charamsa*

di Ludovica Eugenio

Partiamo da un dato di cronaca. In questi giorni ricorrono trent’anni dalla lettera di Ratzinger, prefetto della CDF, ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali. Ratzinger vi faceva affermazioni gravissime, ribadendo l’immoralità del comportamento omosessuale, in sé “disordinato”. È cambiato qualcosa da allora?

Questo documento della CDF dovrebbe chiamarsi “Lettera su come disprezzare e rifiutare la cura pastorale delle persone omosessuali e offenderle con stereotipi pseudo-scientifici sul loro conto”. Dire che tratta della “cura pastorale” è una falsità. La Chiesa vuole evitare a tutti costi la cura pastorale degli omosessuali. La prevede solo per gli eterosessuali (ritenuti sani), tra i quali si fanno rientrare anche i casi di chi non rispetta la norma dell’eterosessualità, considerati patologici,come le persone omosessuali.

Sostanzialmente non è cambiato nulla nella posizione della Chiesa; i documenti successivi della CDF hanno solo esasperato ciò che questa lettera imponeva (riprendendo anche il documento Persona humana, n. 8, del 1975).

Il principale problema è che la Chiesa, pur avendo ammesso il termine “persona omosessuale” in realtà non ha mai trattato gli omosessuali come persone definite dall’orientamento sessuale nella loro natura o essenza personale. Nel caso delle persone eterosessuali ciò è scontato: sono sempre percepite come tali, mentre per gli omosessuali si ammette solo un “comportamento omosessuale”, disordinatamente deciso dall’individuo. Insomma, un’attività ritenuta disordinata, ma mai confrontata seriamente con la questione di un sano orientamento sessuale che  

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