30 giugno 2014, Cultura - Recensioni

Spinoza scacciato dagli Ebrei e sequestrato dai nazisti

di Corrado Augias

Irvin D. Yalom è uno psichiatra che insegna ed esercita il suo lavoro a Palo Alto, California. Scrive ottimi libri centrati sulla sua professione e romanzi che hanno come protagonisti grandi filosofi: Nietzsche, Schopenhauer, Spinoza. A quest’ultimo è dedicato un romanzo arrivato in pochi mesi all’ottava edizione. Il titolo è Il problema Spinoza, centrato su una geniale trovata narrativa.

Un giorno Yalom, trovandosi ad Amsterdam, è andato a Rijnsburg (un’ora di auto) per visitare il museo intitolato al filosofo. All’originale delusione per l’apparente povertà delle raccolte si sostituì stupore e incredulità quando lo scrittore fu informato che, durante l’occupazione nazista dell’Olanda, il museo era stato saccheggiato dalle SS guidate dal Reichsleiter Alfred Rosenberg.

Questo sinistro personaggio è stato il massimo ideologo antisemita del regime hitleriano, noto per le razzie organizzate in tutta Europa. Il giovane ufficiale tedesco che aveva materialmente eseguito la rapina aveva scritto nel rapporto queste parole: «Opere giovanili [di Spinoza] preziose, di grande importanza per l’esplorazione del problema Spinoza». Rosenberg finì impiccato a Norimberga dopo il famoso processo ai criminali nazisti. Le scoperte di quella giornata hanno suscitato in Yalom una domanda: perché un accanito antisemita come Rosenberg ha fatto sequestrare i libri di Spinoza? Quale «problema» poteva rappresentare uno dei filosofi più illuminati e più miti della storia del pensiero?

Seguirono in quella appassionante visita altre scoperte che ometto, ma seguì soprattutto l’idea di scrivere un romanzo che tenesse insieme le due storie: quella di un fanatico e quella di un uomo che ha dato al mondo un raggio supplementare di luce e ragione. Il romanzo racconta infatti, a capitoli alternati, le due vicende: Baruch (Benedetto) Spinoza che nella Amsterdam di metà ’600 viene cacciato dalla comunità ebraica e bandito dalla chiesa cattolica; e Rosenberg, che nella Germania del 1939-1945 cerca di risolvere il suo problema: perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
L’abilità di Yalom trasforma il quesito in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana.

(“La Repubblica”, 11 aprile 2014)

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