30 dicembre 2012, Cultura - Recensioni

Se la festa palermitana si trasforma in giallo

di Leopoldo Fabiani

A Palermo la musica popolare è napoletana. Nelle affollatissime celebrazioni per i santi  sul palco si esibiscono in rigoroso dialetto partenopeo cantanti neomelodici per le quali le folli vanno in delirio. E, come riferiscono  reventi episodi di cronaca, le canzoni vengono anche usate per mandare messaggi ai boss mafiosi costretti ad ascoltare la radio nelle loro celle.

In questo ambiente si svolge Festa di piazza , la nuova avventura di Enzo Baiamonte, l’elettrotecnico investigatore dilettante creato da Gian Mauro Costa,  già protagonista del Libro di legno, sempre edito da Sellerio. Qui Enzo è chiamato a prestare la sua esperienza di elettricista per la festa dedicata dal quartiere della Zisa alla Madonna Addolorata.La routine fatta di partite a scopone con gli amici e cenette con Rosa, fidanzata devota e cuoca impareggiabile sarà presto sconvolta. Enzo si trova a indagare su strani furti cimiteriali e sulla scomparsa di un misterioso collega. Costa ci racconta con i tratti della commedia una Palermo quotidiana e segreta,dove la mafia può nascondersi a ogni angolo e nulla è come sembra.

 

Festa di piazza di Gian Mauro Costa Sellerio editore pagg.302

(“La domenica di Repubblica”, n.390 del 2012, “Rcult”)

 

 

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