15 settembre 2011, Cultura - Recensioni

Piccolo manuale di filosofia politica

P1090444di Francesca Bono

Che significa Ai bordi del politico? Decretare la fine della politica o individuarne l’attualità a partire delle sue origini?
In questo raffinato pamphelet il filosofo Jacques Rancière compie un viaggio a ritroso nei territori di un’idea e di una storia.
Ma cosa è davvero il politico? Per Rancière è l’incontro tra due processi eterogenei, quello del governo (organizzare l’unione degli uomini in comunità) e quello dell’uguaglianza (il gioco delle pratiche guidate dal presupposto dell’uguaglianza di chiunque con chiunque).
Il primo processo è per Rancière polizia, mentre il secondo è l’emancipazione. Il saggio si propone di riformulare la politica come un perenne tentativo di dislocamento precario dell’ordine poliziesco che mette ognuno al suo posto sotto il comando di quelli che sono designati a governare per nascita, ricchezza o “competenza”.
La politica vive nello scarto che vi è tra le uguali capacità di tutti e l’assenza di fondamento del dominio. Questo scarto non è nè un ricordo, nè una promessa, ma l’invenzione continua del presente.

Ai bordi del politico di Jacques Rancière, Cronopio editore

(“La Repubblica”, 6 agosto 2011)

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