8 settembre 2010, Cultura

Manacorda, il critico militante

di Giuseppe Leonelli

Scomparso nei giorni scorsi , Giuliano Manacorda è stato professore di Letteratura italiana contemporanea all’università “La Sapienza” di Roma e critico militante, attivo a partire dagli anni Cinquanta, quando infuriava la “battaglia per il realismo” sulle riviste “Il Politecnico”, “Rinascita”, “Il Contemporaneo”, “Società”, “Il Menabò”, protagonisti intellettuali d’assalto come Vittorini, Muscetta, Salinari, Cases, Calvino e Fortini.

Erano gli anni del processo alla letteratura del ventennio, della scoperta di Gramsci e della traduzione in italiano degli scritti di Lukàcs.Fervevano le discussioni su che cosa dovesse intendersi per “impegno”, gli scrittori di punta erano Vittorini, Pavese, Pratolini, poi Cassola, Calvino, e Pasolini. Le parole come “letteratura” e “critica” si caricavano di un’energia nuova, che le rendevano elettriche. Di questa attività si sarebbe fatto storico e interprete il Manacorda con una serie di scritti, fra cui “Le riviste letterarie nell’immediato dopoguerra”, raccolto in “Letteratura nella storia.Saggi critici dall’Ottocento ai contemporanei” del 1989, una bussola preziosa per orientarsi fra i meandri della cultura di quel periodo.

Nel 1972 esce il libro di saggi sulla narrativa contemporanea “Vent’anni di pazienza”, risposta polemica a “Vent’anni di impazienza”, antologia di narrativa italiana “dal 1946 ad oggi” di Angelo Guglielmi; del 1974 è “Letteratura e cultura del periodo fascista”; del 1975 “Marxismo e letteratura”, bellissima antologia degli scritti di argomento letterario di Antonio Gramsci. Da segnalare anche la monografia “Montale”(1971), una delle prime dedicate al poeta, il limpido “Invito alla lettura di Cassola” del 1978 e, con Manlio Cancogni, “Libro e moschetto:dialogo sulla cultura italiana durante il Fascismo”(1979).

Ma l’opera che ha reso popolare Manacorda fra gli studenti del liceo e dell’Università e costituisce tuttora un insostituibile strumento di lavoro è la “Storia della letteratura italiana contemporanea”, apparsa nel 1967, quando non esisteva nulla di simile, con estensione dal 1945 al 1965 e in seguito sigillata definitivamente nei due volumi degli Editori Riuniti che coprono tutto il secolo, dal 1900 al 1996.

(articolo tratto da “La Repubblica” del 2 settembre 2010, p.43)

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