3 febbraio 2013, Cultura - Recensioni

Le ragioni del più forte e la società globale

di Simonetta Fiori

C’è un filo rosso che collega registi e scrittori  apparentemente distanti come Bellocchio e Saviano, Tarantino e Tabucchi, Amelio ed Eco. Un fil rouge che Caterina Selvaggi, studiosa di letteratura e cinema con uno sguardo attento alla psicoanalisi, individua nella “relazione postmoderna”. Con questa formula l’autrice indica un’interazione tra le persona caratterizzata dal dominio, e dunque da subordinazione, favorita dalla società globale che spinge la condizione umana sotto l’influenza smisurata di entità incontrollabili.

Un meccanismo di dominio, sintetizzabile nella massima di Nietzsche “la regione del più forte è sempre la migliore”, che il grande cinema italiano e la migliore letteratura degli ultimi anni si sono impegnati a disvelare, dal crimine di Gomorra alla frantumazione pulp di Tarantino, dalla metafora del potere nel Cimitero di Praga al gioco manipolatorio lumeggiato da Tabucchi, Ed è proprio  nell’indagine di queste relazioni pericolose tra dominanti e dominati – è la tesi dei saggi qui raccolti – che si cementa il nesso tra cinema e letteratura, nel reciproco rispecchiamento.

La relazione postmoderna di Caterina Selvaggi,Franco Angeli editore, pagg.158

(“La domenica di Repubblica”, n.407 del 2012, “Rcult”)

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