12 giugno 2012, Cultura - Recensioni

Il ritorno di Gogol’ con la nuova traduzione

di Giuseppe Dierna

Certo dev’essere piacevole, per uno studioso del calibro di Cesare G.De Michelis, prendersi lo sfizio di ritradurre due delle più belle prose di N.Gogol’, estrapolate dai Racconti di Pietroburgo, composizioni “disperate e sgomentevoli” (come le definì Tommaso Landolfi, il più illustre fra i traduttori precedenti), e divertirsi poi a glossare la traduzione con annotazioni pratiche o erudite, per cui oltre a una minuziosa ricostruzione dei luoghi dell’azione, rimandi a letterati e finanche a sarti in attività, veniamo informati anche sulla rispettabilità o meno delle vie frequentate dai personaggi.
Nella nuova versione – che reintegra brani cassati dalla censura – scompare anche il bizzarro calco che aveva introdotto da noi il toponimo “Prospettiva Nevskij”, a indicare il “Corso Nevskij”, mentre l’altro racconto, abitualmente noto come “il diario di un pazzo”, viene qui reso con “Brandelli dal memoriale d’un matto”, che però forse un pò offusca la più netta assonanza con le successive dostoevskiane Memorie del sottosuolo, peraltro appena ripubblicate proprio da Voland.

Due storie pietroburghesi
di Nikolaj Gogol’
Voland editore, trad. di Cesare G.De Michelis

(“La Repubblica”, 6 maggio 2012)

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