28 maggio 2012, Cultura

Il “Mein Kampf” torna nelle librerie tedesche

di Simona Marchetti

Il «Mein Kampf», il manifesto dell’ideologia nazista di Adolf Hitler, verrà ristampato a partire dal 2015, ovvero una volta scaduti i 70 anni della legge sul copyright. Lo hanno deciso le autorità della Baviera, che dal 30 aprile 1945, data del suicidio del Führer, detengono i diritti d’autore sull’opera (Monaco è stata la sua ultima residenza). Le decisione è stata presa per demifisticare il «Mein Kampf» e ogni suo capitolo sarà commentato da storici che spiegheranno l’assurdità dello scritto.

LA SCADENZA – Finora la Baviera aveva sempre negato ogni autorizzazione alla pubblicazione del libro (che comunque non è vietato in Germania, a differenza della svastica e del saluto nazista in pubblico), non esitando nemmeno a rivolgersi al tribunale per bloccarne l’uscita (come avvenuto nel gennaio scorso con l’editore britannico Peter McGee, che voleva usare alcuni estratti del libro in una rivista). Ma l’approssimarsi della scadenza del 2015 ha spinto il Ministro delle Finanze della Baviera, Markus Soeder, a riconsiderare la questione, non solo, come si diceva, per demistificare il “Mein Kampf”, ma anche per evitare che, una volta libero da vincoli di copyright, diventi monopolio degli estremisti di destra o, peggio, la lettura preferita dei giovani tedeschi.

VIA LIBERA ANCHE DAI GRUPPI EBRAICI – «Vogliamo che in tutte le edizioni siano espresse con chiarezza le enormi assurdità che sono contenute in quel testo – ha spiegato Soeder alla stampa – e che hanno provocato conseguenze fatali per l’umanità». E così, dopo il via libera arrivato anche dai gruppi ebraici, fra cui i sopravvissuti dei campi di concentramento, si è deciso di avviare il progetto (che costerà 500mila euro), ristampando l’opera in più versioni (anche e-book), accuratamente commentate da autorevoli professori universitari, mentre l’edizione scolastica avrà la supervisione degli esperti del prestigioso Istituto per la Storia Contemporanea di Monaco. «Credo che quando la gente comune leggerà il “Mein Kampf” si renderà conto che non è stato un gioco – ha detto Rafael Seligmann, direttore del Jewish Voice From Germany di Berlino al londinese Times – e che Hitler ha davvero tentato di convincere le persone ad andare in guerra e ad uccidere. Ecco perché il libro andrebbe letto, perché è importante che tutti sappiano che cosa scrisse questo criminale e che intenzioni avesse».

IL TESTO – Scritto da Hitler nel 1924, mentre scontava 9 mesi di prigione per il fallito colpo di stato di Monaco del 1923, il “Mein Kampf” (“La mia battaglia”) illustra l’odio del futuro Furher per ebrei e comunisti, sostiene la sua convinzione della supremazia della razza ariana sul resto del mondo e rivela i piani di espansione della Germania ad Est, oltre un decennio prima della Seconda Guerra Mondiale. Pubblicato in due volumi nel 1925 e nel 1926, il testo, che dal 1936 veniva anche dato in regalo dallo stato nazista ad ogni coppia che si sposava, è stato stampato in circa 10 milioni di copie fino al 1945. «Il libro è già disponibile online, ma se proprio lo si vuole ripubblicare, allora preferisco che sia in una versione redatta da esperti competenti, scelti dallo stato della Baviera, piuttosto che da profittatori che vogliono fare soldi coi Nazisti – ha ammesso Dieter Graumann, presidente del “Central Council of Jews” in Germania – anche se ovviamente io preferirei che quel libro sparisse sotto un mucchio di polvere di disprezzo, ma so che non succederà».

(www.corriere.it , sez.”cultura”, 26 aprile 2012)

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