12 dicembre 2013, Cultura - Recensioni

Giovanni Enriques nel Novecento italiano

di Marco Panara

Famiglia borghese, intellettuale di origine ebraica. Il padre Federigo, matematico, filosofo e storico della scienza. Lui, Giovanni, ingegnere, laureato nella Roma fascista, amico dei ragazzi di Via Panisperna, poi manager alla Olivetti, assunto da Camillo nel 1930 e direttore generale con Adriano fino al 1953, dopo aver contribuito al salvataggio dell’azienda durante la Resistenza, infine imprenditore con l’Aurora e la Zanichelli, che ancora oggi fa capo alla famiglia. La vita di Giovanni Enriques attraversa il ’900 e ne incrocia molti protagonisti essendo un protagonista egli stesso. Così la sua storia diventa quella di un pezzo della società italiana durante il secolo delle contraddizioni. Sandro Gerbi attraverso il personaggio ci racconta quel mondo borghese e illuminato, minoritario ma influente per la rete dei legami che lo teneva unito. Giovanni, un uomo limpido, lascia la Olivetti per contrasti strategici con Adriano cogliendone la freddezza umana nel distacco. Come Adriano è un innovatore e al contrario di Adriano la sua visione è temperata da un forte pragmatismo. La sua personalità creativa trasforma la Zanichelli, dandole l’impronta scientifica e didattica che la caratterizza ancora oggi.

 

Giovanni Enriques: dalla Olivetti alla Zanichelli di Sandro Gerbi, Hoepli editore, 2013

 

(“L a Repubblica”, 10 novembre 2013, p.43)

 

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